foto: Flickr/GovernmentZA

LA PRESENZA CINESE IN AFRICA

Quaderno 4027

pag. 42 - 56

Anno 2018

Volume II

7 aprile 2018

ABSTRACT – In questi ultimi anni la presenza cinese è diventata notevole in tutta l’Africa: molti grandi investimenti, progetti infrastrutturali, ma anche una capillare diffusione di piccole imprese commerciali locali.

Questa presenza non è nuova. Si dice che flottiglie cinesi abbiano raggiunto la costa orientale dell’Africa prima della nostra era. Mentre le recenti relazioni tra l’impero orientale e il continente africano risalgono al tempo della decolonizzazione e durante la Guerra fredda, l’attuale presenza cinese in Africa avviene per la concomitanza di tre fattori. Primo, l’esigenza di materie prime per la propria industria, di un mercato per i suoi prodotti manifatturieri e di espandere la sua influenza geopolitica. Secondo, in Cina c’è una pressione demografica che sta spingendo fuori molte persone, in cerca di migliori condizioni. Infine, i governi africani sono alla ricerca di aiuti e di investimenti stranieri, ma sono anche frustrati dalle condizioni imposte dalle istituzioni finanziarie occidentali. Le motivazioni dei vecchi colonizzatori non erano in effetti molto diverse da quelle cinesi di oggi.

Siccome la Cina crea posti di lavoro, e costruisce anche ospedali e scuole, si può affermare che in termini di diritti economico-sociali, la sua presenza stia in generale migliorando la pratica dei diritti umani nel continente africano. Ovviamente su questo stesso fronte non mancano aspetti problematici, anche molto gravi: per quanto riguarda la tutela e la dignità del lavoro, quello nuovo e quello pre-esistente; l’equa retribuzione; il degrado ambientale connesso alle attività delle imprese cinesi; l’alimentazione del male endemico della corruzione. D’altra parte queste criticità non sono imputabili solo alla Cina, ma anche al disinteresse dell’autorità statali e allo scarso potere di intervento degli attivisti africani per i diritti umani. La maggior parte di coloro che riconoscono alcune conseguenze negative nella presenza cinese in Africa sostiene infatti che la soluzione potrà venire solo dagli stessi africani.

In questo quadro, si deve riconoscere che l’ascesa della Cina come attore geopolitico da cui non si può prescindere è una buona notizia per l’Africa, perché le offre delle alternative per i suoi commerci, invece di costringerla ad avere un solo e unico partner. E che, oggi come ieri, il problema africano è quello di poter avere governi che facciano gli interessi del popolo africano, e non quelli delle élites. Su questo punto l’attivismo per i diritti umani è chiamato a concentrare i suoi sforzi, ricordando che la Cina – più pragmatica che ideologica – tiene moltissimo alla sua immagine internazionale. Nonostante le sfide poste dalla presenza cinese in Africa, essa è pertanto anche una nuova opportunità.

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THE CHINESE PRESENCE IN AFRICA

In recent years an increasing Chinese presence has become noticeable throughout Africa, from East to West, from North to South, through many large investment and infrastructure projects, but also through a widespread diffusion of small local businesses. China’s interest in Africa is mainly motivated by its need for raw materials, new markets and other areas of demographic development. The article briefly describes the historical steps of this approach; it moves on to examine in particular some areas where China is most active; it offers a critical reading of it, questioning if this is not a different form of colonialism. The article then analyzes the impact of the Chinese presence on human rights in Africa; it concludes by noting how this presence offers new opportunities. The Author is Professor of Philosophy at Arrupe College in Harare, Zimbabwe.

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