Sean Scully, Opulent Ascension, 2019, particolare. Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venezia 2019 (foto: Sean Scully)

LA 58A BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA

«May You Live In Interesting Times»

Quaderno 4063

pag. 40 - 54

Anno 2019

Volume IV

5 Ottobre 2019
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Il contesto dell’articolo. Anche quest’anno la Biennale d’arte di Venezia, dal titolo «May You Live In Interesting Times» è stata organizzata su tre livelli: l’esposizione centrale, i padiglioni nazionali e gli eventi collaterali in città.

Perché l’articolo è importante?

L’articolo, scritto da un visitatore attento e competente, innanzi tutto inquadra lo spirito dell’allestimento di questa edizione. Il direttore della Biennale 2019 è il nordamericano Ralph Ru­goff, da molti anni artefice del successo del­la Hayward Gallery di Londra. Da semiotico, egli è aperto alla simbolicità dell’arte, sotto forma di un avvincente «gioco di pen­siero aperto». Non punta quindi su temi marginali, né sulla politica, sulle tendenze di moda, ma neanche sulla pubblicità populistica. A Rugoff interessa solamente l’arte in quanto tale che, per lui, rende possibile una comprensione complessa del mondo.

Poi l’articolo prende in considerazione l’esposizione centrale nei Giardini e nell’Arsenale, e i padiglioni delle nazioni – in particolare quelli di Brasile, Messico, Australia e Ghana. Lo spazio forse più importante della Biennale è caratterizzato in maniera dominante da un mosso e variopinto ologramma creato da Cyprien Gaillard con L’Ange du foyer (quarta versione). Si tratta di una ricreazione del famoso dipinto di Max Ernst del 1937, l’Angelo del focolare. Questo soggetto mostra un gigante che fluttua su un paesaggio, una specie di mostro impacciato, che calpesta e annienta tutto quello che gli capita davanti. L’artista surrealista lo dipinse durante la guerra civile spagnola.

Infine l’articolo dedica molto spazio a quella che l’autore considera la vera novità di questa edizione, ossia quella proposta dagli eventi collaterali e dalle libere esposizioni, disposte diffusamente in tanti luoghi di Venezia. Essi non costituiscono solo un completamento, ma un significativo ampliamento e un’integrazione della stessa Biennale. In particolare, l’articolo di sofferma sulle opere di Luc Tuymans, Helen Frankenthaler e Sean Scully.

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • A cosa «serve» l’arte moderna?

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BIENNAL OF ART OF VENICE: “May You Live In Interesting Times”

The Venice Art Biennale has once again been organized on three levels: the central exhibition; the national pavilions; and, the collateral events in the city. The innovation with this edition is that the latter are not only parallel to the event, but a significant expansion and integration of the Biennale itself. This article takes into consideration the central exhibition in the Giardini and Arsenale, the nations’ pavilions – in particular those of Brazil, Mexico and Ghana – and, the Collateral Events and the works of three famous artists (Luc Tuymans, Helen Frankenthaler and Sean Scully).

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