IL VOCABOLARIO SPIRITUALE DI PIETRO FAVRE. «DESIDERIUM», «AFFECTUS», «DEVOTIO», «COR»

Quaderno 3923

pag. 459

Anno 2013

Volume IV

La storia della spiritualità nel Medioevo dimostra l’importanza del vocabolario nella definizione della teoria e della pratica del discernimento. Questo vale anche per il Memoriale di Pietro Favre, che è stato il primo compagno di sant’Ignazio di Loyola. L’analisi dei quattro termini chiave — desiderium, affectus, devotio e cor — mette in luce l’importanza che egli attribuiva al registrare le varie «mozioni» che costituivano la sua vita interiore. Desiderium, affectus e devotio fanno parte del vocabolario di una spiritualità affettiva, che attribuisce il primato alla volontà umana (cioè all’amore) sull’intelletto (cioè sulla comprensione) nell’unione della persona con Dio. Cor è la parte centrale e più profonda dell’anima dove ha luogo l’unione. È Dio che dalla dimora del cor attira tutte le molteplici facoltà e attività della persona nella sua stessa Unità. Favre registra questo fedelmente, non come una speculazione, ma come la sua autentica esperienza.

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