«BLUE JASMINE», UN FILM DI WOODY ALLEN

Quaderno 3929

pag. 535

Anno 2014

Volume I

Precipitata dalla ricchezza più sfrenata a uno stato di penosa indigenza, Jasmine, alias Jeanette (Cate Blanchett), assomiglia un po’ alla Blanche DuBois interpretata da Vivien Leigh nel film Un tram che si chiama desiderio (1952), di Elia Kazan. Alla mancanza di stabilità economica si aggiunge la fragilità psicologica, aggravata dall’abuso di alcolici e pillole. Insomma, Jasmine è una donna in caduta libera, che Woody Allen descrive mescolando i toni della tenerezza con quelli di una graffiante ironia. Una favola moderna, dal sapore amaro, che non manca di una sua morale. Quando Jasmine era ricca, non si è mai preoccupata di conoscere la fonte del benessere di cui godeva. Per questo ha pagato un prezzo molto alto, diventando lei stessa artefice della sua rovina.

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