Tra la Riforma e il Concilio Vaticano II, lo sguardo della Chiesa sul mondo sconta il disagio verso una modernità che si fatica a capire, con chiusure e condanne che passano anche dal pensiero sulla società e l’economia.

[…] In questo clima, Gioacchino Pecci, non ancora Leone XIII, nella lettera per la Quaresima del 1877 scriveva: «Una parola di cui tanto abusano gli scredenti … è la parola Civiltà. Questa parola è diventata un flagello» (Lettere del cardinale G. Pecci, 1880, pp. 119-120). E alla vigilia della Rerum novarum, così leggiamo su la Civiltà Cattolica (un testo anonimo, ma probabilmente di M. Liberatore): «Non vi è uomo di senso il quale non preveda che, di questo passo, l’Europa traboccherà negli orrori del nichilismo» (Anno 1889, p. 257). […]

Continua a leggere su Avvenire