Il 3 febbraio scorso Papa Francesco, ricevendo il prefetto della Congregazione per le cause dei santi, cardinale Angelo Amato, lo ha autorizzato a promulgare il decreto riguardante «il martirio del servo di Dio Óscar Arnulfo Romero Galdámez, arcivescovo di San Salvador, nato il 15 agosto 1917 a Ciudad Barrios (El Salvador) e ucciso, in odio alla fede, il 24 marzo 1980, a San Salvador (El Salvador)». Si conclude così una causa avviata il 24 marzo del 1993.
L’arcivescovo salvadoregno veniva barbaramente ucciso durante la celebrazione dell’Eucaristia il 24 marzo 1980[1]. Nella sua omelia, pronunciata pochi istanti prima di cadere vittima del suo assassino, aveva detto: «Avete appena finito di ascoltare nel vangelo di Cristo che è necessario amare non soltanto noi stessi, che uno non deve cercare di non esporsi a quei pericoli della vita che la storia esige da noi, che chi vuole tenersi lontano dal pericolo, perderà la sua vita. Viceversa, chi si impegna per amore di Cristo al servizio del prossimo, vivrà come il chicco di grano che muore, ma solo apparentemente muore. Se non morisse, rimarrebbe solo. Se c’è un raccolto, è solo perché muore, lasciandosi immolare in questa terra, disfacendosi e solo disfacendosi produce raccolto».
Da 35 anni la tomba di mons. Romero è meta di pellegrinaggi. Le immagini delle marce che in tutti questi anni sono state organizzate a San Salvador in sua memoria, le lunghe file di fedeli in attesa di recitare una preghiera sulla tomba del vescovo nella cattedrale confermano la grandezza e la popolarità di questa figura. I suoi gesti e il suo spirito costituiscono per tutti — credenti e non — un modello di riferimento molto attuale circa il ruolo e lo stile che ogni essere umano dovrebbe assumere di fronte alle grandi ingiustizie.
Un giovane timido in un piccolo Paese
Per assegnare il giusto peso all’esperienza umana, religiosa e pastorale di mons. Romero, e comprenderne le scelte spesso non facili, è necessario valutare la trama della sua vita all’interno della più ampia storia di El Salvador. Di fatto, il vincolo che lo lega alla propria terra di origine ha un carattere decisivo nella formazione prima dell’uomo e poi del sacerdote, concretizzandosi nell’azione di denuncia sociale e di ricerca della giustizia nella carità, che ha reso mons. Romero una figura di riferimento.
La storia di El Salvador, la cui superficie si estende per poco più di 21.000 kmq (poco meno della Lombardia), è
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