«LAUDATO SI’» E GESTIONE ETICA D’IMPRESA IN AFRICA

Quaderno 4025

pag. 456 - 465

Anno 2018

Volume I

3 marzo 2018

ABSTRACT – L’emergere di società multinazionali come attori transnazionali, con il loro imponente potere economico – basta confrontare i fatturati di alcuni grandi gruppi con la spesa pubblica dei Paesi dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale – mostra nella maggior parte degli Stati africani l’importanza di una gestione imprenditoriale etica e l’urgenza di una ridefinizione della responsabilità sociale delle imprese (Rsi). Infatti, il dato di fatto che gli effetti ecologici e socio-economici di un certo modello di sfruttamento delle risorse naturali e umane in prevalenza sfuggano al controllo delle autorità pubbliche, pone problemi etici nella gestione delle imprese.

Possiamo forse lasciare il destino della «casa comune» africana alla discrezionalità, implicita nel concetto di Rsi, soprattutto considerando il potere economico di questi soggetti? La Rsi non dovrebbe trasformarsi invece per le imprese in un obbligo di rendicontazione sociale?

In questa prospettiva, l’enciclica Laudato si’ costituisce una bussola verso un’ecologia integrale. E costituisce un’opportunità per la Chiesa africana, perché la invita a guardare non soltanto alle problematiche socio-politiche immediate, ma anche e soprattutto ai problemi ecologici ed economici (distruzione dell’ambiente, destrutturazione dei metodi di produzione tradizionali) rispetto ai quali le difficoltà socio-politiche (migrazioni forzate, tensioni sociali che ne derivano) sono talvolta soltanto fenomeni secondari.

Fondamentalmente, le ferite inflitte alla «nostra casa comune», l’ambiente, sono il risultato di strutture di sfruttamento (macroeconomiche), ma si radicano anche nel cuore dell’uomo (fondamenti microeconomici). La conditio sine qua non della trasformazione macroeconomica sta nel cambiamento del concetto stesso di proprietà privata e del comportamento etico dell’individuo come attore economico: una vera metanoia, a una conversione del cuore.

L’attività d’impresa infatti non è legata solo a un livello sovraindividuale. Essa deriva da decisioni di persone che hanno una coscienza etica. Il passaggio dalla responsabilità sociale all’obbligo di rendicontazione sociale delle imprese presuppone perciò la consapevolezza, innanzi tutto da parte di ogni dirigente, del fatto di essere l’unico responsabile – se non davanti agli uomini, almeno davanti alla propria coscienza – dell’impatto di un’impresa sulla natura e sull’ambiente.

Che cosa sarebbe quindi un’impresa, se la proprietà privata non fosse più assoluta? L’impresa potrebbe essere concepita come un’entità che connette fattori di produzione (capitale, lavoro, terra, tecnologia) per ottenere benefici, pur preservando l’ambiente in quanto bene comune. Dal punto di vista della teoria economica, l’obiettivo dell’impresa dovrebbe essere la massimizzazione del suo interesse particolare sotto il vincolo dell’interesse comune o universale. In altre parole, l’interesse comune dev’essere messo al primo posto.

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«LAUDATO SI’» AND ETHICAL BUSINESS MANAGEMENT IN AFRICA

The emergence of multinational corporations as transnational actors, together with their impressive economic power, in most African countries shows the importance of ethical business management and the urgent need for a redefinition of corporate social responsibility. With consideration of the negative effects on man and on the nature of the corporations work. The article commences and shows that the encyclical Laudato si’ could be used as a compass for the conversion of the human heart at the microeconomic level, as well as the macroeconomic one, in view of a shift from social responsibility to the obligation of a corporate social reporting. (The Author is director of the CERAP / IDDH University Institute of Abidjan, Ivory Coast).

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