Il 4 febbraio 2019 papa Francesco e l’imam Ahmad al-Tayyeb hanno firmato ad Abu Dhabi una Dichiarazione d’intenti congiunta. Il testo del Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune[1] merita di essere commentato sia dal punto di vista della teologia cattolica sia dalla prospettiva degli studi islamici[2]. Prima, però, è opportuno fare alcune osservazioni sul contesto.
Testi analoghi erano già stati firmati in passato. Fra essi spiccano le dichiarazioni conclusive dei quattro seminari del «Forum cattolico-islamico» svoltisi nel 2008, nel 2011, nel 2014 e nel 2017. Questa volta, però, diversamente dalle precedenti, a sottoscrivere la dichiarazione non sono state le delegazioni, ma il Pontefice stesso e un leader islamico. Quindi si tratta di parole di elevato spessore, e non soltanto per la loro formulazione.
Chi ha firmato da parte musulmana?
Da quando, nel 1924, è stato abolito il califfato, non esiste più un rappresentante dell’islam che abbia preminenza mondiale (almeno nel mondo sunnita). Al-Tayyeb, dunque, non lo è. Tuttavia detiene una delle cariche islamiche più importanti: è lo sceicco di al-Azhar; in altri termini, è il Grande imam della Moschea-Università di al-Azhar, un’istituzione molto influente sia sotto il profilo religioso sia sotto quello accademico, che si trova al Cairo ed è il cuore di una rete educativa internazionale. Quella di Grande imam, che viene designato dal governo egiziano, è una carica a vita.
Al-Tayyeb è nato nel 1946, ha effettuato la propria formazione classica ad al-Azhar e possiede un dottorato europeo, ottenuto alla Sorbona di Parigi. È diventato Grande imam nel 2010. Ha ripetutamente auspicato una modernizzazione dell’islam. Il fatto che egli si pronunci contro l’Illuminismo e la laicizzazione dello Stato va inteso nel senso che per lui essi equivalgono al tentativo di escludere la religione dalla sfera pubblica e ad accettare che i governanti controllino le comunità religiose. Al-Tayyeb è favorevole a una dottrina islamica più aperta nei contenuti e nella forma: su questo punto la sua posizione è indubitabile, dal momento che l’ha dimostrata coraggiosamente ospitando rinnovatori islamici al Cairo per consultazioni, sebbene ciò gli abbia attirato critiche.
Tra Ahmad al-Tayyeb e papa Francesco si è instaurato un rapporto amichevole. Lo si era già visto con la visita del Grande imam in Vaticano (23 maggio 2016) e con la visita del Papa al Cairo (28-29 aprile 2017).
Un documento «in fieri»
Prima di leggere il documento, facciamo qualche osservazione sulla sua genesi. Quattro dichiarazioni di papa
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