BENEDETTO CROCE. 150 ANNI DALLA SUA NASCITA

Quaderno 3983

pag. 480 - 491

Anno 2016

Volume II

11 giugno 2016

L’articolo ripropone «ciò che è vivo e ciò che è morto» del pensiero di Croce.

Viva certamente per tutti è la sua lezione, teorica e pratica, sul valore della libertà. È morta la sua lezione sull’estetica, sia nella distinzione che la fonda sia nella sua applicazione a poeti veri e a poeti «nevrastenici». È altresì morta la sua concezione della matematica e della scienza sperimentale.

Discutibile è l’idea che Croce ebbe del cristianesimo, sebbene parecchie sue pagine rechino traccia di un’alta e tormentata religiosità. Indubbia è la sua importanza nella storia della cultura italiana, dove egli ancora vive per tanta sua saggistica espressa in magnifica prosa.

LA RELIGIOSITÀ DI BENEDETTO CROCE

La recente pubblicazione del carteggio Croce-Curtopassi ha riacceso la discussione sull’avvicinamento del filosofo alla fede cristiana come l’intende la Chiesa e come gliela proponeva la Curtopassi. L’articolo nega che lo storicismo crociano, in particolare la sua concezione della fede, si...