fbpx

Seguici su:

Carrello Accedi Iscriviti alla newsletter
Menu

Attualità

  • Politica
  • Diritti
  • Economia
  • Ecologia
  • Mondo

Pontificato

  • Conversazioni
  • Magistero
  • Viaggi apostolici

Cultura e Società

  • Letteratura
  • Storia
  • Filosofia
  • Psicologia
  • Sociologia
  • Cinema
  • Arte
  • Musica
  • Media
  • Teatro

Scienza e Tecnologia

  • Fisica
  • Astronomia
  • Genetica
  • Intelligenza artificiale

Eventi

  • Conferenze
  • Presentazioni
  • Concerti

Chiesa e Spiritualità

  • Bibbia
  • Dialogo interreligioso
  • Diritto canonico
  • Vita spirituale
  • Teologia
  • Santi
  • Patristica
  • Liturgia
  • Pastorale
  • Il Vangelo dellla Domenica

Edizioni internazionali

RIVISTA CULTURALE DELLA COMPAGNIA DI GESÙ, FONDATA NEL 1850
Shop
Search
  • Attualità
  • Chiesa e spiritualità
  • Cultura e società
  • Scienza e tecnologia
  • Pontificato
  1. Homepage
  2. Il Vangelo della Domenica
  3. È necessario pregare sempre, senza stancarsi mai!
Il Vangelo della Domenica

È necessario pregare sempre, senza stancarsi mai!

Giancarlo Pani

16 Ottobre 2025

L'Angelus di Jean-François Millet, Museo d'Orsay di Parigi.

Gesù diceva ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,1-8).

Gesù racconta una parabola che poi egli stesso spiega. Un giudice che non teme Dio e non rispetta nessuno non ha alcuna voglia di rendere giustizia a una vedova che lo importuna in continuazione. In Israele, la vedova è il simbolo e la realtà del povero: è donna, non ha il sostegno del marito, è sola, non ha nulla da dare al giudice, può contare solo sulla tenacia della propria volontà. La sua insistenza tuttavia è tale che il giudice deve cedere alla fastidiosa e imbarazzante «persecuzione». «Fammi giustizia contro il mio avversario»: la richiesta corrisponde all’invocazione del Padre nostro, «Liberaci dal male/dal maligno» (cfr Mt 6,13).    

Segue la spiegazione della parabola. Dio non è come quel giudice, anzi è un Padre che ci ha nel cuore: egli «non farà forse giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui?».

Si tratta quindi di una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai. Più precisamente: in greco, «senza incattivirsi», cioè senza scoraggiarsi e senza disperare. Spesso, per non essere stati esauditi, percepiamo in noi questo «incattivirsi». Eppure il Signore ascolta le nostre preghiere, anche quando non sembra, o non ci esaudisca. E se la tentazione dello scoraggiamento è sempre forte, non si deve cedere alla provocazione del male.

Il fine della preghiera non è cambiare Dio nei nostri confronti, ma modificare noi stessi davanti a lui: occorre trasformare il nostro desiderio di quei doni che non ci sembrano dati nel desiderio di una persona che vuole incontrarci, venire in noi, essere con noi. Pregare significa rammentare a Dio ciò che egli ben sa (cfr Mt 6,8); ma egli vuole che l’uomo lo ricordi e glielo ricordi. Perché il frutto della preghiera – Luca lo ha già detto – non è il possesso di beni, ma il dono dello Spirito: «Se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro darà lo Spirito santo a quanti glielo chiedono» (Lc 11,13).

L’espressione «non venga continuamente a importunarmi» in greco è molto forte: «non venga a colpirmi sotto gli occhi». La preghiera ha un’insistenza che attacca e graffia il volto di Dio: talora è lotta, spesso è una prova terribile, ma può essere anche consolazione insperata. Alla fine c’è sempre il nostro silenzio e la sua parola che illumina.

La parabola si riferisce anche all’attesa del Signore che viene, soprattutto nella conclusione: «Quando il Signore verrà, troverà la fede sulla terra?». Qui sarebbe meglio tradurre: «Troverà questa fede sulla terra?», cioè la fede insistente, ostinata, irremovibile, come quella di una povera vedova e della sua incessante preghiera…  [l’articolo ha funzione di aggettivo dimostrativo].

La prima lettura ci ricorda la preghiera d’intercessione di Mosè, con le mani alzate, che fa vincere Giosuè contro Amalek (Es 17,8-13). La seconda lettura è un invito a Timoteo perché creda fermamente a ciò che ha imparato dalle Scritture sacre e lo annunci al momento opportuno e… inopportuno! (2 Tm 3,14-4.2).

*    *    *

Leone XIV: «In Terra Santa scintille di speranza: continuiamo a pregare».

È necessario pregare sempre, senza stancarsi mai!

Giancarlo Pani

Scrittore emerito de La Civiltà Cattolica.

16 Ottobre 2025


Commenta e condividi
Stampa l'articolo

Si parla di:

BibbiaEsegesi biblicaVangeli

Iscriviti alla newsletter

Leggi e ascolta in anteprima La Civiltà Cattolica, ogni giovedì, direttamente nella tua casella di posta.

Iscriviti ora

I più letti della settimana

Esercizi spirituali. Per una ricerca di senso dentro una vita frenetica

Gli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola sono uno dei testi più celebri della spiritualità cattolica moderna, frequentato e amato...

26 Febbraio 2026 Leggi

«Tutto è grazia»: san Francesco nello spessore della storia

Quando si pensa al Medioevo, molti sostengono che l’elemento essenziale dell’ascesi di quel tempo sia il rifiuto del mondo e...

1 Ottobre 2020 Leggi
Morning Sun, Edward Hopper.

L’essere umano è «naturalmente egoista»?

Il dibattito a proposito del rapporto tra altruismo ed egoismo è indubbiamente uno dei più affascinanti e controversi della riflessione...

5 Febbraio 2026 Leggi

Il senso di colpa: una zavorra inutile?

I limiti metodologici di questo approccio Una tematica come la presente, oltre che immensa, può prestarsi a equivoci e ambiguità,...

18 Ottobre 2014 Leggi

Umberto Eco e i gesuiti

La notizia della morte di Umberto Eco[1] ha colto un po’ di sorpresa, anche se si sapeva che era gravemente...

23 Aprile 2016 Leggi
Tentazione di Cristo sul monte, Duccio di Buoninsegna.

«Non di solo pane vive l’uomo!»

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta...

19 Febbraio 2026 Leggi

ABBONATI

Ogni mese la rivista cartacea e/o digitale su web e app con i nostri articoli su Società e politica, Teologia e spiritualità, Vita della Chiesa, Scienze Umane, Scienza e tecnologia, Arti e letteratura, in più la foto-notizia del mese e l’Attualità culturale.

Ogni settimana sulla tua email la Newsletter con i nostri articoli in anteprima, i nostri podcast, le news in tempo reale, le notizie dall’Osservatorio astronomico vaticano, il commento al Vangelo della domenica.

Scopri di più

Beatus Populus Cuius Dominus Deus Eius

La testata fruisce dei contributi diretti editoria L. 198/2016 e d.lgs 70/2017 (ex L. 250/90). Importo lordo erogato per l’anno 2024: € 287.619,29.

  • Attualità
  • Cultura e società
  • Scienza e tecnologia
  • Chiesa e spiritualità
  • Eventi
  • Pontificato
  • Chi siamo
  • Le edizioni internazionali
  • Abbonati
  • Dona
  • Biblioteca
  • Shop
  • Ricerca
  • Newsletter
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Termini e Condizioni
  • Condizioni di vendita
  • Pubblicità
  • Contatti
  • FAQ
  • Accedi
Icona del Livello A di conformità alle linee guida 1.0 del W3C-WAI riguardanti l'accessibilità dei contenuti del Web

© LA CIVILTÀ CATTOLICA 2026 | Partita iva 00946771003 | Iscrizione R.O.C. 6608

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.