I versi in incognito dei gesuiti

L'Osservatore Romano · 22/01/2020

Se c’è una cosa che si presta alla poesia è l’erotismo. Anche l’eresia però non scherza. Certo che se si devono evitare entrambi gli argomenti scrivere versi può risultare particolarmente complicato. Per un gesuita di qualche secolo fa era quasi impossibile, specialmente ai tempi della Riforma cattolica, figuriamoci in Spagna. Anche per questo il rapporto tra la Compagnia di Gesù e l’arte di Dante e Shakespeare è stato sempre tormentato, ma la storia che ne è emersa è di particolare interesse. A raccontarla sull’ultimo numero de «La Civiltà Cattolica» è Joaquín Ciervide, anche lui gesuita, che si concentra sulla poesia in lingua spagnola, vissuta dalla nascente Compagnia con diffidenza quando non con aperta proibizione. […]

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