Dall’Oglio, dal cammino della fratellanza all’importanza di un “mazzo di fiori”

Vatican Insider · 16/11/2020

«Sarò prudente… Ma non voglio vivere una vita che sia altro da un dono radicale, a morte, a vita». Cosa ha da dirci e forse da chiederci padre Paolo Dall’Oglio nelle ore del suo 66esimo compleanno? Possiamo solo immaginarlo, di lui non abbiamo più notizie da quando è stato rapito dall’Isis a Raqqa, il 29 luglio 2013. Per farlo è opportuno partire dal suo obiettivo di vita, che ha espresso affermando che: «Dovremmo essere tutti Matteo Ricci», aggiungendo subito dopo: «O comunque dei gesuiti cinesi, nel nostro atteggiamento nei confronti delle culture, soprattutto nelle loro dimensioni spirituali: nel nostro caso verso l’Islam».

Proprio alla Cina e a Matteo Ricci sono dedicate alcune delle pagine più importanti del suo libro “Innamorato dell’Islam, credente in Gesù”. Dall’Oglio indica chiaramente, in questo suo scritto pubblicato nel 2011, i modelli della sua missione: sono Charles de Foucauld e Louis Massignon, ma per farsi capire in termini più generali risale al 2001, quando un articolo di padre Giovanni Marchesi SJ su “La Civiltà Cattolica” ha raccontato l’arrivo di Matteo Ricci a Pechino nel 1601 […]

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