Siamo quasi tutti consapevoli che Cartesio ha detto “penso dunque sono”. E molti ritengono che questo abbia fissato una verità indiscutibile. E in effetti del vero c’è. Ma il pensiero non si è fermato quel giorno, i suoi sviluppi però sono meno noti. Quando papa Francesco dice che l’uomo è un essere relazionale – l’ho fatto diverse volte – dice che l’uomo è naturalmente aperto alla relazione, senza la quale non potrebbe dirsi né darsi. Camminando su questa strada si può, coerentemente, ritenere che ogni incontro ci cambia, facendoci diventare ciò che siamo. È l’intersoggettività, che non solo cambia molto del modo di vedere le cose, ma può cambiare anche il nostro modo di affrontarle, anche terapeuticamente. Tra due coniugi in crisi (violenze, umiliazioni), il criterio di Cartesio chiede di stabilire chi deve cambiare per primo. Il criterio intersoggettivo chiede a entrambi se vogliono farsi modellare dall’incontro.

Proprio questa scelta affascinante, l’intersoggettività, è al centro del saggio che La Civiltà Cattolica pubblica oggi su un tema decisivo: “Violenza, intersoggettività e pentimento”, che ha ovviamente al suo centro il rapporto tra religioni e violenza. […]

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Civiltà Cattolica ci apre le porte dell’interosoggettività