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A riveder le stelle

Robotizzazione e automazione del telescopio della Specola Vaticana

Guy J. Consolmagno

28 Maggio 2026

“Angels in the Dome”, Photo of the VATT Dome (by Ryan Ferguson of Flyback Productions)
“Angels in the Dome”, Photo of the VATT Dome (by Ryan Ferguson of Flyback Productions)

L’Osservatorio Astronomico Vaticano ha appena ultimato con successo la robotizzazione e l’automazione del suo telescopio principale, il Vatican Advanced Technology Telescope (VATT), situato sul Monte Graham, in Arizona (Stati Uniti). Il progetto, realizzato grazie alla generosità della Thomas Lord Charitable Trust, consente oggi agli astronomi di utilizzare il telescopio anche da remoto, senza dover raggiungere fisicamente il sito montano in cui si trova. Gli scienziati dell’Osservatorio Vaticano stanno già sfruttando queste nuove e promettenti possibilità.

Il nuovo sistema di automazione (denominato «DON» in memoria di Don Alstadt della Thomas Lord Charitable Trust) consentirà anche ad altri di utilizzare a distanza il VATT. In particolare, il prezioso strumento verrà messo a disposizione degli studenti delle università gesuite grazie a una sovvenzione promossa dalla filantropa Kim Bepler, dopo la sua visita alla Specola Vaticana a Castel Gandolfo, nel 2024, in qualità di membro di una delegazione della Fordham University (Stati Uniti), quando i lavori sul sistema «Don» erano ancora in corso.

Nel gennaio scorso, un accordo tra Bepler, il direttore della Specola Vaticana p. Richard D’Souza, S.I., e il presidente della Vatican Observatory Foundation fr. Guy Consolmagno, S.I., ha dato vita a un programma volto a collegare direttamente il VATT con Castel Gandolfo e, più in generale, a consentirne l’utilizzo alle università gesuite di tutto il mondo, soprattutto a quelle che altrimenti non avrebbero la possibilità di accedere a un telescopio avanzato per la ricerca. Per avviare il progetto, Bepler ha offerto una consistente donazione in onore del rev. Joseph («Joe») M. McShane, S.I., presidente emerito della Fordham University e membro del Development Committee della Vatican Observatory Foundation.

Non è l’unica iniziativa gesuita sostenuta da Kim Bepler, che, da membro del Consiglio di amministrazione della Fordham University, ha sostenuto generosamente anche la Scuola estiva 2025 della Specola Vaticana.

Questa nuova iniziativa, denominata «Jesuit Observatory Experience» (JOE), porterà la potenza del VATT nelle aule delle università gesuite. Il progetto, sviluppato da p. D’Souza e da altri astronomi dell’Osservatorio Astronomico Vaticano, avvierà nel prossimo autunno un programma pilota a cui prenderanno parte diversi atenei gesuiti statunitensi. Se l’iniziativa darà buoni risultati, verrà progressivamente estesa a livello globale.

JOE colmerà una lacuna storica. Un tempo, infatti, le istituzioni gesuite disponevano abitualmente di propri osservatori astronomici, ma da allora la natura stessa della ricerca astronomica è cambiata e l’inquinamento luminoso ha alterato la visibilità del cielo nelle aree abitate. Oggi le osservazioni vengono effettuate soprattutto mediante grandi telescopi situati in luoghi remoti. JOE restituirà a istituzioni gesuite come la Fordham University l’accesso a un telescopio di livello scientifico.

In alto: in passato molte istituzioni gesuite ospitavano osservatori astronomici. Sono qui riprodotte (da sinistra a destra) fotografie dei primi del Novecento degli osservatori oggi scomparsi della Creighton University (Stati Uniti) e di Manila (Filippine), nonché un’illustrazione del telescopio dell’osservatorio di Manila pubblicata da José Algué, S.I., nel 1894 sulla rivista Astronomy and Astrophysics. In basso: il progetto «Jesuit Observatory Experience» (JOE) restituirà alle università gesuite l’accesso a un telescopio di livello

Robert Duffin, della Fordham University, è uno dei docenti di astronomia designati a guidare il progetto pilota autunnale, insieme a colleghi della Creighton University e del Le Moyne College. Il dipartimento di fisica e astronomia della Fordham University guarda con grande entusiasmo a questa iniziativa e nel marzo scorso Duffin è stato accompagnato dal vicedirettore della Specola Vaticana, p. Paul Gabor, S.I., a visitare il VATT percorrendo la strada tortuosa e sterrata che sale verso la montagna, ancora parzialmente coperta di neve. Grazie al sistema robotizzato «Don», gli studenti della Fordham University e delle altre università gesuite non dovranno tuttavia affrontare a loro volta a quel disagevole percorso. La generosità di Kim Bepler, della Thomas Lord Charitable Trust e di tutti coloro che sostengono la Specola Vaticana attraverso la Vatican Observatory Foundation consentirà da ora in avanti al programma JOE di restituire alle università gesuite l’accesso a un osservatorio di ricerca, ampliando al tempo stesso il servizio del VATT a un settore nuovo e più ampio della Chiesa cattolica e della comunità astronomica.

Robotizzazione e automazione del telescopio della Specola Vaticana

Guy J. Consolmagno

Direttore della Specola Vaticana, l’Osservatorio Astronomico della Santa Sede, dal 2015 al 2025.


Robotizzazione e automazione del telescopio della Specola Vaticana

Christopher M. Graney

Responsabile delle pubbliche relazioni della Fondazione Osservatorio Vaticano


28 Maggio 2026


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