Dove si può trovare una panoramica completa delle ricerche astronomiche svolte ogni anno dalla Specola vaticana? Naturalmente, nel suo Rapporto annuale. L’edizione 2025 è stata pubblicata nell’aprile scorso ed è possibile sfogliarla e consultarla sul sito istituzionale dell’Osservatorio.
Ma l’astronomia non è fatta soltanto di ricerca. C’è anche il semplice piacere di osservare il cielo. Nelle pagine iniziali del Rapporto compare una fotografia che ritrae papa Leone XIV mentre scruta attraverso l’oculare di uno degli storici telescopi della Specola, collocato sulla sommità del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. E non è l’unico personaggio fotografato mentre utilizza gli strumenti storici in dotazione.

D’altra parte la ricerca resta pur sempre al centro del Rapporto, perché costituisce il cuore stesso dell’attività dell’Osservatorio astronomico vaticano. Diversi articoli presenti nel volume illustrano lavori recentemente presentati anche su La Civiltà Cattolica. In particolare, due contributi sono dedicati allo studio degli asteroidi (pp. 24-27 e 42-43): vi si sottolinea come lo scorso anno sia stato «di gran lunga il più produttivo degli ultimi dieci anni di osservazioni asteroidali» effettuate con il Vatican Advanced Technology Telescope (VATT), situato, negli Stati Uniti, in Arizona. Dal momento che gli scopritori di asteroidi hanno il privilegio di attribuire un nome alle proprie scoperte, molti degli oggetti individuati dal VATT rendono omaggio a figure del mondo cattolico. Quest’anno, per esempio, ne è stato dedicato uno a Leone XIII, il Papa che alla fine del XIX secolo fondò la moderna Specola Vaticana. Il Rapporto informa inoltre che gran parte dei successi raggiunti nella ricerca sugli asteroidi si deve a un innovativo sistema di automazione installato di recente: grazie a esso, gli operatori non sono più costretti a percorrere una lunga procedura manuale di avvio, che richiedeva di «attraversare l’osservatorio per accendere le pompe nel seminterrato, attivare il sistema di raffreddamento dello specchio e vari alimentatori e computer, azionando numerosi interruttori». Adesso tutte queste operazioni vengono riassunte in una procedura automatica, che garantisce tempi più rapidi e offre migliori condizioni di sicurezza.
Tra gli altri temi su cui La Civiltà Cattolica ha riportato delle anticipazioni figurano le ricerche di padre Bayu Risanto S.I., dedicate al miglioramento delle previsioni meteorologiche (pp. 28-31) e gli studi cosmologici dei padri Gabriele Gionti S.I., e Matteo Galaverni (p. 37). Fa invece il suo debutto su quelle pagine il recente lavoro di Christopher Graney sull’ipotesi dell’esistenza diffusa di pianeti simili alla Terra in altre regioni dell’universo (pp. 40-41).
Le aree di ricerca che abbiamo citato, comunque, rappresentano soltanto una piccola parte della produzione scientifica della Specola. L’elenco delle pubblicazioni realizzate nel 2025 dagli astronomi dell’Osservatorio e dagli studiosi associati occupa undici pagine del Rapporto (pp. 78-89). Quei lavori sono apparsi in alcune delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, tra cui The Astrophysical Journal, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society e Astronomy & Astrophysics; tra gli editori figurano inoltre importanti case editrici accademiche come la Oxford University Press. I titoli spaziano da «Trajectories of Ignatian Spirituality in Philosophy of Science and Nature» («Traiettorie di spiritualità ignaziana nella filosofia della scienza e della natura») a «Exploring the Diversity of Faint Satellites in the M81 Group» («Esplorare la diversità delle galassie satelliti poco luminose del gruppo M81»); da «Hypervelocity Cratering and Disruption of Hydrous CM Chondrite and CI Analog Targets: Implications for Kinetic Impact Deflection» («Crateri da impatto iperveloce e frammentazione di condriti idrate di tipo CM e di materiali di tipo CI: implicazioni per la deviazione cinetica degli impatti» a «The Atacama Cosmology Telescope: Machine-learning-driven Tools for Detecting Millimeter Sources in Timestream Preprocessing («L’Atacama Cosmology Telescope: strumenti basati sull’apprendimento automatico per l’individuazione di sorgenti millimetriche nel pretrattamento delle serie temporali»).
Altre undici pagine del Rapporto sono dedicate agli elenchi dei convegni ai quali il personale dell’Osservatorio Astronomico Vaticano ha partecipato nel corso dell’anno, alle conferenze specialistiche e divulgative tenute dai suoi membri e al loro riscontro nei media.
Leone XIII, quando rifondò la Specola Vaticana nella sua forma attuale, spiegò che una delle principali motivazioni che lo spingevano era che fosse «a tutti chiaro che la Chiesa e i suoi Pastori non si oppongono alla vera e solida scienza […] ma che l’abbracciano, l’incoraggiano e la promuovono con tutto l’impegno possibile» (Ut Mysticam, 1891). È quindi appropriato che il personale della Specola non soltanto produca ricerca scientifica, ma s’impegni inoltre a farne conoscere gli sviluppi sia alla comunità scientifica sia al grande pubblico.
Sul sito della Specola Vaticana sono disponibili numerosi Rapporti annuali degli ultimi decenni.