In obbedienza al comando di Gesù ai discepoli nella sua Ultima Cena «Fate questo in memoria di me» (Lc 22,19; 1 Cor 11,24), la Chiesa fin dai primissimi tempi ha celebrato l’Eucaristia — la «Cena del Signore» (1 Cor 11,20) — e nello stesso tempo ha cercato di approfondirne teologicamente il «mistero di fede». Di questa storia liturgica e teologica che si svolge lungo due burrascosi millenni vogliamo indicare le tappe principali, allo scopo di giungere a una migliore comprensione del mistero eucaristico e a una più consapevole partecipazione alla sua celebrazione liturgica. Qui ci limitiamo all’età patristica (I-V secolo).
La Didaché
Accenni alla celebrazione eucaristica si trovano già nel Nuovo Testamento: così i primi cristiani della comunità giudaico-cristiana di Gerusalemme praticavano la «frazione del pane» (klasis tou artou) nelle loro case in un clima di gioia (At 2,42.46). Paolo a Troade parlò fino alla mezzanotte alla comunità che, «il primo giorno della settimana», si era riunita «per spezzare il pane» (klasai arton); al mattino «spezzò il pane [klasas ton arton] e ne mangiò» (At 20,7.11). A Corinto, quindi in ambiente ellenistico, la comunità cristiana si riuniva per «spezzare il pane» (1 Cor 10,16) e per celebrare «la cena del Signore» (kyriakon deipnon) (1 Cor 11,20) e annunciare la morte del Signore «finché egli venga», mangiando il pane e bevendo alla coppa del Signore (cfr 1 Cor 11,26-27).
Al di fuori del Nuovo Testamento, il primo documento che parla di una liturgia eucaristica è la Didaché, scritta vero la fine del I secolo in ambiente siro-palestinese. Al capitolo 14 prescrive: «Nel giorno del Signore [la domenica], riuniti, spezzate il pane e rendete grazie (klasate arton kai eucharistèsate) dopo aver confessato i vostri peccati, affinché il vostro sacrificio sia puro». Ai capitoli 9-10 spiega come si deve celebrare l’Eucaristia: «Riguardo all’Eucaristia, così rendete grazie: dapprima per il calice: Noi ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la santa vite di David, tuo servo, che ci hai rivelato per mezzo di Gesù Cristo, tuo servo. A te gloria nei secoli. Poi per il pane spezzato: Ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la vita e la conoscenza che ci hai rivelato per mezzo del tuo servo Gesù. A te gloria nei secoli. Nel modo in cui questo pane spezzato era sparso qua e là sopra i colli e, raccolto, divenne una cosa sola, così si raccolga la tua Chiesa nel tuo regno dai confini della terra; perché
Contenuto riservato agli abbonati
Vuoi continuare a leggere questo contenuto?
Clicca quioppure
Acquista il quaderno cartaceoAbbonati
Per leggere questo contenuto devi essere abbonato a La Civiltà Cattolica. Scegli subito tra i nostri abbonamenti quello che fa al caso tuo.
Scegli l'abbonamento