PAOLO SULLA VIA DI DAMASCO: CONVERSIONE O VOCAZIONE?

Quaderno 3925

pag. 32

Anno 2014

Volume I

Benedetto XVI, all’Angelus del 25 gennaio 2009, si riferiva ad alcuni esegeti che, a proposito dell’evento di Damasco, preferiscono non usare il termine «conversione», «perché Paolo era già credente e perciò non passò dalla non-fede alla fede, dagli idoli a Dio, né dovette abbandonare la fede ebraica per aderire a Cristo». Il Papa però concludeva: «L’esperienza dell’apostolo può essere modello di ogni autentica conversione cristiana». Sulla via di Damasco Paolo diviene, da persecutore, apostolo di Cristo, e l’incontro con il Risorto è una «conversione». Tuttavia l’analisi del linguaggio di Paolo nelle sue Lettere rivela che egli, riferendosi all’incontro con il Signore, impiega la terminologia della «vocazione», dell’«elezione», della «rivelazione», e non quella della conversione.

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