LA NARRAZIONE COME PRINCIPIO DI LIBERTÀ

Quaderno 3765

pag. 224

Anno 2007

Volume II

Il fatto di raccontare storie, sia oralmente sia per iscritto, oltre ad essere un gesto che ha sempre accompagnato l’essere umano, è in se stesso principio e frutto di un processo di liberazione profonda da una condizione caotica di incomunicabilità e di mutismo profondo, cioè dall’incapacità di proferire parole o perché non si sa cosa dire o perché non «si trovano» le parole. La narrazione diventa così un modo per dare la parola all’esperienza, che altrimenti resterebbe muta. Raccontare può «mettere a fuoco» la vita. Perfino i «messaggini» sui cellulari sono sforzi «poetici» per concentrare in un numero fisso e limitato di caratteri il grado maggiore di espressività. Narrare significa esprimere una radicale fiducia nel linguaggio e nella capacità delle parole di dire l’esperienza umana. Non c’è, infatti, esperienza che sia realmente indicibile, inenarrabile, indefinibile.

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