LA NARRAZIONE COME PRINCIPIO DI LIBERTÀ

Quaderno 3765

pag. 224

Anno 2007

Volume II

5 maggio 2007

Il fatto di raccontare storie, sia oralmente sia per iscritto, oltre ad essere un gesto che ha sempre accompagnato l’essere umano, è in se stesso principio e frutto di un processo di liberazione profonda da una condizione caotica di incomunicabilità e di mutismo profondo, cioè dall’incapacità di proferire parole o perché non si sa cosa dire o perché non «si trovano» le parole. La narrazione diventa così un modo per dare la parola all’esperienza, che altrimenti resterebbe muta. Raccontare può «mettere a fuoco» la vita. Perfino i «messaggini» sui cellulari sono sforzi «poetici» per concentrare in un numero fisso e limitato di caratteri il grado maggiore di espressività. Narrare significa esprimere una radicale fiducia nel linguaggio e nella capacità delle parole di dire l’esperienza umana. Non c’è, infatti, esperienza che sia realmente indicibile, inenarrabile, indefinibile.

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