fbpx

Seguici su:

Carrello Accedi Iscriviti alla newsletter
Menu

Attualità

  • Politica
  • Diritti
  • Economia
  • Ecologia
  • Mondo

Pontificato

  • Conversazioni
  • Magistero
  • Viaggi apostolici

Cultura e Società

  • Letteratura
  • Storia
  • Filosofia
  • Psicologia
  • Sociologia
  • Cinema
  • Arte
  • Musica
  • Media
  • Teatro

Scienza e Tecnologia

  • Fisica
  • Astronomia
  • Genetica
  • Intelligenza artificiale

Eventi

  • Conferenze
  • Presentazioni
  • Concerti

Chiesa e Spiritualità

  • Bibbia
  • Dialogo interreligioso
  • Diritto canonico
  • Vita spirituale
  • Teologia
  • Santi
  • Patristica
  • Liturgia
  • Pastorale
  • Il Vangelo dellla Domenica

Edizioni internazionali

RIVISTA CULTURALE DELLA COMPAGNIA DI GESÙ, FONDATA NEL 1850
Shop
Search
  • Attualità
  • Chiesa e spiritualità
  • Cultura e società
  • Scienza e tecnologia
  • Pontificato
  1. Homepage
  2. Il Vangelo della Domenica
  3. La zizzania
Il Vangelo della Domenica

La zizzania

Giancarlo Pani

16 Luglio 2026

La parabola del grano e della zizzania, Domenico Fetti.

Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”» (Mt 13,24-30).

La «zizzania» è una delle pagine del Vangelo che ha avuto uno straordinario successo nella nostra lingua, e non solo. Chi non ha mai usato l’espressione «seminare zizzania»? «Spargere zizzania»? «Mettere zizzania»? «Non voglio più vedere quella zizzania»?  Al punto che anche chi non conosce il Vangelo usa tranquillamente queste espressioni…

L’osservazione la dice lunga sull’influsso del Vangelo nel nostro vocabolario.

D’altra parte, l’interrogativo che tocca la zizzania è uno dei più drammatici della storia del mondo e della propria vita: è il problema del male. Perché esiste il male? E perché il male talora ha il volto del bene? Perché il bene sembra destinato a fallire, ad essere rovesciato dal male? E poi chi fomenta il male?

Le nostre riflessioni sul Vangelo spesso sono sfociate nella constatazione dell’enorme difficoltà a fare il bene, ad agire «secondo giustizia» in una situazione in cui il male sembra essere padrone incontrastato. Che senso ha il mio tentativo se tutti ne approfittano? Che peso può avere un’azione retta in un mare di imbrogli? Vivere onestamente ha qualche valore se ti espone continuamente alla violenza e ai soprusi degli altri?

Ma allora – ci chiediamo e quante volte forse ce lo siamo chiesti – dov’è Dio? Perché Dio permette il male?

La parabola della zizzania è qui illuminante. Il male è inspiegabilmente una dimensione ineliminabile nella storia. A chi vuole sradicare subito la zizzania dal mondo Gesù dice: «Lasciate che l’una e l’altra crescano insieme fino alla mietitura… Perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano» (Mt 10,30).

Il bene e il male sembrano così stranamente intrecciati l’uno all’altro, in modo inestricabile: chi mai può essere tanto sicuro di riconoscerli? Chi può permettersi di sradicare, quando Dio stesso ti invita alla pazienza, perché è dai frutti che si riconosce la pianta? Chi di noi è tanto sicuro di riconoscere il bene e il male senza farsi portare da pregiudizi, da interessi personali, da condizionamenti più o meno remoti?

Ma la pazienza che Dio ci chiede non è equivoca, non è accomodamento, non è compromesso: il bene deve davvero crescere, e il fatto che cresca la zizzania è una condizione misteriosamente inevitabile che nella storia dell’umanità e di ognuno di noi significa tante volte lotta, dolore, sconfitta.

È solo così che il bene può crescere; e la speranza che ci è donata è che da questa lotta, da questo dolore, da questa sconfitta nasca e venga raccolta la spiga, che diviene poi pane, che è vita, la nostra vita.


Papa Leone XIV: «Signore della Vita […] Disarma i nostri cuori dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza, perché possiamo diventare strumenti di riconciliazione»[1].


[1] https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/prayers/documents/20260305-popesprayer-marzo.html

La zizzania

Giancarlo Pani

Scrittore emerito de La Civiltà Cattolica.

16 Luglio 2026


Commenta e condividi
Stampa l'articolo

Si parla di:

BibbiaVangeli

Iscriviti alla newsletter

Leggi e ascolta in anteprima La Civiltà Cattolica, ogni giovedì, direttamente nella tua casella di posta.

Iscriviti ora

I più letti della settimana

Il Patriarca Pizzaballa durante la visita pastorale a Gaza il 21 giugno 2026. (Foto: Ⓒ lpj.org).

Parole di speranza in mezzo alla disperazione

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha pubblicato la sua prima lettera pastorale il 25 aprile 2026,...

2 Luglio 2026 Leggi
Foto iStock.

L’«utilità della fede» nel mondo educativo

Una delle grandi difficoltà che le scuole cattoliche si trovano ad affrontare in alcune parti del mondo consiste nel trasmettere...

2 Luglio 2026 Leggi

Magnifica Humanitas letta da La Civiltà Cattolica

La prima enciclica di papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, commentata da p. Giovanni Cucci S.I., vicedirettore de La Civiltà Cattolica,...

18 Giugno 2026 Leggi
Foto iStock.

Rispondere a Dio in tempi di ateismo

Proclamare il Dio vivente della fede cristiana è diventato difficile nel mondo secolarizzato in cui viviamo oggi. Quante persone di...

2 Luglio 2026 Leggi
Cadetti ucraini a Leopoli durante la cerimonia di consegna del diploma. Foto iStock

La riscossa dell’Ucraina

Secondo ogni parametro convenzionale, l’Ucraina avrebbe già dovuto aver perso da tempo la guerra. Sta combattendo un avversario con una...

2 Luglio 2026 Leggi
jaflippo/iStock

La dichiarazione d’indipendenza degli USA, 250 anni dopo

Come un tempo sapevano molti studenti statunitensi, la Guerra d’indipendenza americana ebbe inizio sul prato pubblico di Le­xington, nel Massachusetts,...

2 Luglio 2026 Leggi
Oswald von Nell-Breuning con Karl Nothof (a destra), presidente del KAB, il Movimento dei lavoratori cattolici della Germania.

Nell-Breuning. Di fronte alle disuguaglianze, la proprietà come diritto di tutti

Un mondo di disuguaglianze Le disuguaglianze tra le società, e anche al loro interno, sono in crescita da oltre un...

2 Luglio 2026 Leggi

ABBONATI

Ogni mese la rivista cartacea e/o digitale su web e app con i nostri articoli su Società e politica, Teologia e spiritualità, Vita della Chiesa, Scienze Umane, Scienza e tecnologia, Arti e letteratura, in più la foto-notizia del mese e l’Attualità culturale.

Ogni settimana sulla tua email la Newsletter con i nostri articoli in anteprima, i nostri podcast, le news in tempo reale, le notizie dall’Osservatorio astronomico vaticano, il commento al Vangelo della domenica.

Scopri di più

Beatus Populus Cuius Dominus Deus Eius

La testata fruisce dei contributi diretti editoria L. 198/2016 e d.lgs 70/2017 (ex L. 250/90). Importo lordo erogato per l’anno 2024: € 287.619,29.

  • Attualità
  • Cultura e società
  • Scienza e tecnologia
  • Chiesa e spiritualità
  • Eventi
  • Pontificato
  • Chi siamo
  • Le edizioni internazionali
  • Abbonati
  • Dona
  • Biblioteca
  • Shop
  • Ricerca
  • Newsletter
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Termini e Condizioni
  • Condizioni di vendita
  • Pubblicità
  • Contatti
  • FAQ
  • Accedi
Icona del Livello A di conformità alle linee guida 1.0 del W3C-WAI riguardanti l'accessibilità dei contenuti del Web

© LA CIVILTÀ CATTOLICA 2026 | Partita iva 00946771003 | Iscrizione R.O.C. 6608

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.