Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». Tutti erano stupefatti (At 2,1-10).
La Pentecoste è il vertice dell’anno liturgico, il compimento del Natale (l’incarnazione di Gesù) e della Pasqua (la Risurrezione). Propriamente il termine «pentecoste» indica il numero greco «50», perché cade cinquanta giorni dopo Pasqua, ma ricorda la grande festa ebraica della Pentecoste, che faceva memoria del dono di Dio.Israele infatti celebrava la mietitura, il raccolto delle messi come segno della benedizione divina. E ne ha fatto la festa più grande dell’anno, la festa della Legge, perché il frutto della terra fa sì che l’uomo sia vivo e viva della Parola di Dio. Quindi la Pentecoste è la benedizione più grande di Dio sull’uomo, la festa delle feste, il giorno del compimento della salvezza, il giorno senza tramonto.
I discepoli, dopo l’Ascensione, tornano a Gerusalemme, si ritrovano nel cenacolo a pregare: sono circa 120 persone (un numero simbolico, 12×10, il numero delle tribù di Israele e degli apostoli, moltiplicato per dieci, quanti sono necessari in sinagoga per poter iniziare la preghiera liturgica); tra loro anche delle donne e Maria Madre di Gesù. Tornare a Gerusalemme ha un significato profondo: è il luogo della croce, è il luogo dove il Signore è morto e risorto. Là, sulla croce, Gesù morendo «spirò», cioè «diede lo Spirito» (Gv 19,30).
A Gerusalemme, e proprio nel cenacolo, a Pentecoste accadono fatti straordinari. Un fragore dal cielo, un vento impetuoso, lingue di fuoco che si posano su ciascuno dei presenti. Al di là delle immagini emerge la certezza di essere al culmine della nostra storia con Dio. Il lessico non è casuale: «Il giorno di Pentecoste stava per compiersi [plêroõ…], quasi un vento impetuoso […] riempì [eplêrosen] tutta la casa. […] Tutti furono colmati [pimplêmi] di Spirito Santo» (At 2,1-4). I discepoli escono dal cenacolo e annunciano il vangelo a tutti, anche ai nemici di Israele: …agli Egiziani, ai Romani, e perfino agli «Arabi».
Lo Spirito di Dio compie in noi ciò che mancava alla Legge: questa diceva che cosa si doveva fare, ma non ci dava l’energia per farlo. Lo Spirito invece ci dà la forza per compiere ciò che è giusto, ci fa persone capaci di amare. La Pentecoste è la vocazione del cristiano: Dio ci chiama a vivere nel mondo, a entrare nelle contraddizioni della vita, a sporcarci le mani nella storia, ad essere segni – poveri, ma autentici – del Risorto.
Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni luce dei cuori.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.
La Pentecoste doni pace al mondo!