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Il Vangelo della Domenica

«Il Signore è davvero risorto, Alleluia!»

Giancarlo Pani

2 Aprile 2026

Eugène Burnand , "I discepoli Giovanni e Pietro che si precipitano al sepolcro la mattina della Risurrezione".

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.  Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti (Gv 20,1-9).

La liturgia di Pasqua si apre con il Salmo 138: «Sono risorto, sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano. Alleluia!». Che siano queste le parole che Gesù risorto rivolge al Padre che lo accoglie nella gloria? Ci piace immaginarlo, ma tutto è avvolto nel mistero. La Risurrezione di Gesù è il mistero più grande della nostra fede. Ci troviamo di fronte a un evento di cui non si può dare alcuna testimonianza: nessuno è presente, nessuno ha veduto; ci si può solo aprire alla fede e alla preghiera.

Tuttavia, abbiamo i testimoni delle apparizioni di Gesù risorto avvenute proprio il mattino del giorno di Pasqua. Il primo testimone è una donna, Maria di Magdala. Si reca al sepolcro oppressa dal dolore. La fine drammatica del suo maestro non le fa però dimenticare il debito di amore verso di lui e vuole prestare al corpo di Gesù le cure che la prossimità del sabato ha impedito. Giunta alla tomba, stupore e sconcerto: la pietra è stata ribaltata e il sepolcro è vuoto. Sconvolta, dà agli apostoli la notizia che aggiunge tragedia a tragedia: «Hanno portato via il Signore!». La risurrezione di Gesù è infatti assolutamente inattesa, sulla croce tutto è finito.

Senza indugio Pietro e Giovanni, il discepolo che Gesù amava, corrono al sepolcro. Giunge prima il giovane, ma aspetta l’altro. Pietro entra e vede i teli: sono deposti in ordine, il sudario è avvolto a parte. È davvero strana la scena: se ci fosse stata la mano dei ladri non sarebbe rimasto nulla, avrebbero portato via il corpo con tutte le bende. E invece quel paradossale ordine… Entra l’altro discepolo che vede e ha un’illuminazione: il corpo di Gesù non è stato rubato. Egli «vide e credette».

Di per sé il sepolcro vuoto non dice nulla per la fede, poiché la fede nel Risorto non nasce dal sepolcro vuoto. Eppure, lì c’è un segno che mette sulla via in cui il Signore dà testimonianza di sé: l’ordine, il buon ordine, è nel modo di fare di Gesù, è nel suo stile (cfr l’episodio dei pani in Mc 6,30-44; Mt 15,32-39). Ecco un segno del maestro. È accaduto qualcosa che si è realizzato in un mistero di modestia e di umiltà.

L’evangelista però osserva: «Non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti». La risurrezione di Gesù non è stata compresa a partire dalla Scrittura, ma è stata essa stessa a illuminare la Parola di Dio, la vita e l’opera di Gesù. È la risurrezione a dar senso alla passione e alla morte del Signore, percorso questo accettato per amore lungo tutta una vita spesa senza risparmio a svelare agli uomini il volto amorevole del Padre. Senza tale evento luminoso, la passione sarebbe stata solo una tragedia, una terribile sconfitta, uno scacco mortale, la negazione di tutto ciò che Gesù aveva fatto e detto.

Così possiamo comprendere le parole che la liturgia di Pasqua attribuisce a Maria Maddalena. Sono un invito a rendere al mondo testimonianza del Signore risorto: «Ho visto il sepolcro di Cristo vivente; la gloria di Cristo risorto. Ho visto gli angeli suoi testimoni, il sudario e le vesti. Cristo, mia speranza, è risorto». Che lo Spirito ci aiuti, pur nei nostri limiti e nella nostra povertà, a lasciar trasparire nel corso della vita qualcosa del volto del Signore.


Papa Leone XIV: Cristo, «Come Re della pace […] Non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell’umanità».

Gesù risorto ci doni la sua pace: Santa Pasqua! p. Giancarlo

«Il Signore è davvero risorto, Alleluia!»

Giancarlo Pani

Scrittore emerito de La Civiltà Cattolica.

2 Aprile 2026


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