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ALBERTO MARIA CENTURIONE

I NURAGHI

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L’interesse de La Civiltà Cattolica per i nuraghi risale al 1886 quando sulla rivista apparve una ampia riflessione suddivisa in 10 articoli dal titolo «Studii recenti sopra i nuraghi e la loro importanza», poi raccolti in un volume nel 1888. L’autore, il gesuita Alberto Maria Centurione, vantava dei nuraghi «la loro singolarità, moltitudine ed alta antichità cui tutti ad una voce proclamano», riconoscendone il mistero, nonostante i tanti studi che paiono in realtà «lampi di fuggitivo chiarore atti a lasciare i Nuraghi in un caos di cozzanti opinioni» (in Civ. Catt. 1886 I 3 s).

Gli studi di p. Centurione vennero considerati soprattutto nuovi nel metodo con il quale il gesuita procede e dal quale scaturiscono le sue riflessioni sistematiche. Emerse già allora che da una metodologia più attinente alla concretezza delle costruzioni nuragiche può prodursi una profonda e fondata esegesi dei misteriosi nuraghi. Centurione propone di procedere per «tutt’altra via» per fatti certi, muovendo «…costantemente dal noto all’ignoto».

Ripubblichiamo quel volume con la prefazione di p. Antonio Spadaro.


Alberto Maria Centurione, nasce a Genova il 24 marzo 1834. Entra nella compagnia di Gesù il 25 marzo 1851. Pubblica la sua opera più importante nel 1888. Sarà sempre ricordato per l’impegno personale, la sagacia di osservazione e il grande servizio che il gesuita ha reso alla storia della causa dei nuraghi. Muore nel 1889 nel Collegio di Monaco Principato.