foto: jesuitasmexico.org

MESSICO, DUE GESUITI UCCISI IN CHIESA PER DIFENDERE UN PARROCCHIANO

22 Giugno 2022

Due sacerdoti gesuiti, padre Javier Campos Morales e padre Joaquín César Mora Salazar, sono stati uccisi lunedì 20 giugno, in Messico, nella chiesa di Cerocahui, remoto villaggio della Sierra Tarahumara nello Stato settentrionale di Chihuahua. I due religiosi avrebbero tentato di dare rifugio nella Chiesa della comunità locale a un parrocchiano inseguito da un uomo armato, che poi avrebbe aperto il fuoco nel luogo sacro e assassinato tutte e tre le persone.

Lo ha reso noto il giorno successivo il padre provinciale della Provincia messicana della Compagnia di Gesù, p. Luis Gerardo Moro Madrid. Il suo breve messaggio è stato poi seguito da un comunicato duro e drammatico, in cui i gesuiti messicani, oltre a condannare l’accaduto, chiedono che «vengano prese immediatamente tutte le misure di protezione per salvaguardare la vita dei nostri fratelli gesuiti, delle suore, dei laici e dell’intera comunità di Cerocahui».

I gesuiti messicani denunciano l’accaduto anche per far «conoscere il dolore provato dal nostro popolo a causa della violenza imperante e siamo solidali con tante persone che soffrono la stessa situazione, senza che la loro sofferenza attiri la solidarietà e l’attenzione dell’opinione pubblica». Una solidarietà e una vicinanza concreta con la gente testimoniata e confermata anche dalle prime reazioni sulle reti sociali da confratelli, abitanti e parrocchiani di Cerocahui.

Il contesto
In effetti, atti come questi non sono isolati. Come spiega la stessa nota della Compagni di Gesù, «la Sierra Tarahumara, come molte altre regioni del Paese, deve affrontare condizioni di violenza e abbandono» alle quali le autorità messicane sembrano continuare a non far fronte, nell’indifferenza anche dell’opinione pubblica.

Nella sua ricostruzione per il quotidiano Avvenire, l’inviata ed esperta di America Latina, Lucia Capuzzi, ricorda che la Sierra negli ultimi decenni è diventata zona di conquista da parte dei narcos. Questo sia perché l’area è un corridoio strategico per trasportare la droga dall’altro lato; sia perché le gole della Sierra, profonde e inaccessibili, sono perfette per piantare la marijuana, strappando oltretutto la terra ai nativi. Secondo la Capuzzi non era la prima volta che i due gesuiti venivano minacciati.

Le reazioni
Alla comunicazione dura ed essenziale dei gesuiti messicani, ha fatto subito eco lo «shock» e la «tristezza» del Preposito generale della Compagnia di Gesù, p. Arturo Sosa, che ha chiesto anche di fermare le «tante sofferenze inutili».

Si sono poi succeduti i messaggi di condanna del presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, della governatrice di Chihuahua, María Eugenia Campos, e quello della Conferenza episcopale messicana. Tra i comunicati di solidarietà e di grave preoccupazione per l’assassinio anche quello dell’Università Iberoamericana di Città del Messico (IBERO), legata alla Compagnia di Gesù, e quello dell’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati (UNHCR).

«Quante uccisioni in Messico!». In occasione della consueta udienza settimanale del mercoledì, anche papa Francesco ha espresso il suo dolore per i suoi due confratelli e per il laico uccisi, per farsi vicino alla comunità cristiana locale colpita da questo evento drammatico.

Chi erano i due gesuiti uccisi

Javier Campos Morales S.J., detto «El Gallo», è nato il 13 febbraio 1943 a Città del Messico, ed è entrato nella Compagnia di Gesù il 14 agosto 1959, all’età di 16 anni, per essere ordinato sacerdote l’8 giugno 1972. Un anno dopo, ha iniziato la sua missione come superiore locale, vicario pastorale e vicario episcopale nella Sierra Tarahumara, nella comunità di Norogachi. È stato parroco a Guachochi (1974-1983), a Chinatú (1987-1999), a Cerocahui (1996-2016), per tornare nel 2019-2022 come Superiore della Missione dei Gesuiti, Parroco, Vicario della Pastorale Indigena della Diocesi di Tarahumara, e Consigliere Regionale delle CEB’S (Comunità Ecclesiali di Base).

Joaquín César Mora Salazar, S.J., detto «El Morita», è nato il 28 agosto 1941 a Monterrey ed è entrato nella Compagnia di Gesù il 30 luglio 1958, all’età di 16 anni. È stato ordinato sacerdote il 1° maggio 1971 nella sua città natale. Nel 1976 è stato missionario nella Sierra Tarahumara per 6 mesi a Sisoguchi, dove è stato vicario cooperatore. Nella stessa Tarahumara ha svolto il Terzo anno (1976 – 1977) e vi è tornato nel 1998-1999. Dal 2000 ha prestato servizio come Vicario parrocchiale a Chínipas, fino al 2006, poi come Vicario cooperatore a Cerocahui, dal 2007 fino al giorno del suo assassinio.

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Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2022, ore 11.24