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Questa nuova edizione ampliata e definitiva, almeno nelle intenzioni dei due AA. – l’economista Richard H. Thaler, docente alla Graduate School of Business dell’Università di Chicago e Premio Nobel per l’Economia nel 2017, e il giurista Cass R. Sunstein, docente alla Law School dell’Università di Harvard –, si propone di mostrare come fare nella vita quotidiana «le scelte giuste», utilizzando anche la componente irrazionale. E come le scelte risultino favorite da una spinta gentile, il «pungolo», nell’accezione dei due AA.
Fare scelte, prendere decisioni è, infatti, un aspetto ricorrente e cruciale della nostra vita quotidiana, nei campi della salute, dei soldi, della felicità complessiva, sia per i singoli individui, sia per le aziende, sia per i governi.
Con queste premesse, accingendosi alla lettura, il lettore potrebbe pensare di dover affrontare un percorso impegnativo e faticoso, e probabilmente riservato a un numero ristretto di «addetti ai lavori». In realtà, lo stile agile e decisamente colloquiale utilizzato da Thaler e Sunstein, pur non intaccando minimamente la sostanza e il valore scientifico delle considerazioni addotte, ne rende la fruizione decisamente piacevole e di facile comprensione.
Il libro prende dunque per mano il lettore, soffermandosi sugli elementi principali che intervengono nelle scelte. Nelle prime due parti vengono passati in rassegna, con il supporto di esemplificazioni pratiche, gli aspetti psicologici e comportamentali degli individui, così come gli strumenti presenti in quella che gli AA. definiscono «l’architettura delle scelte». Seguono, nella terza parte, le pagine dedicate al denaro e alle sue implicazioni nella vita quotidiana, anche nelle interlocuzioni con le istituzioni finanziarie e con i decisori pubblici. Nella quarta parte, il focus analitico si sposta su due punti cruciali della socializzazione dell’individuo, toccando gli aspetti legati all’assistenza e alla sanità, nonché all’impatto dei fattori climatici e relativi cambiamenti del nostro Pianeta.
Non manca, infine, lo spazio dedicato ad approfondire i pungoli, la loro natura e i loro limiti. Preludio indispensabile per sottolineare, nelle considerazioni conclusive, la centralità del ruolo degli strumenti delle scienze comportamentali, applicati ai più gravi problemi esistenti. Da qui la diffusione dell’idea di incorporarli nelle politiche pubbliche e nelle pratiche manageriali, che ne potranno trarre un reale vantaggio in termini di efficacia realizzativa.
Il libro vuole quindi rappresentare un contributo concreto per orientare le opzioni delle aziende, e anche dei decisori pubblici, nel segno di scelte facili e di effettivo beneficio per i cittadini, seguendo un’impostazione ideologica di rivalutazione del paternalismo libertario. Un’impostazione, quest’ultima, dall’apparenza semantica sgradevole, ma con caratteristiche di manifestarsi in forma «relativamente tenue, indulgente e poco invadente» (p. 19), non risultando orientata a bloccare o a rendere eccessivamente onerose le scelte. Il salto di qualità, prefigurato e propugnato da Thaler e Sunstein, si sostanzia, in definitiva, nel ruolo attivo dei decisori privati e pubblici «nello spingere gli individui in una direzione che possa migliorare le loro condizioni di vita, pungolandoli» (ivi).