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Questo libro nasce a conclusione dell’insegnamento universitario di mons. Gianni Manzone, docente emerito di Dottrina sociale della Chiesa ed etica sociale alla Pontificia Università Lateranense di Roma, e si avvale di contributi di docenti, amici ed ex alunni.
In una società dai tratti sempre più individualistici, connotata da indifferenza per il destino delle persone, la Teologia sociale si pone al servizio di un ritrovato senso umano delle relazioni sociali e istituzionali. «Una società più umana e giusta – osserva Manzone – non è solamente quella dove ci sono accordi più equilibrati e rispettati mediante interessi, ma dove ci si riconosce come prossimi o fratelli […]. Ogni figura di rapporto umano, anche quello istituzionale, realizza, sia pure in modi diversi dai rapporti familiari e amicali, la forma generale della prossimità fraterna» (p. 339). La prossimità ridà un centro e un «cuore» al vivere sociale e permette di realizzare la convergenza tra interessi di parte e il riconoscimento della dignità di coloro che partecipano alla vita sociale, sottolineando il valore della reciprocità.
La Teologia sociale mette in luce il «nesso obiettivo tra questione sociale e questione umana, ed esplicita le evidenze etiche e religiose presenti nelle istituzioni della vita comune. […] In tale orizzonte, si rende possibile all’uomo non soltanto di scoprire le norme del vivere sociale, ma di comprendere il fondamento e il senso di quel vivere comune, senso che solo può rendere persuasive alla coscienza contemporanea quelle stesse norme» (p. 341).
La Teologia sociale può dunque aiutare a risignificare la presenza dei credenti come testimoni della prossimità che precede la libertà e che la fede interpreta come dono di Dio, dono che trova forma compiuta nell’esistenza di Gesù. E «la testimonianza dei credenti può contribuire all’arricchimento della vita pubblica anche a livello istituzionale» (p. 345).
Nel volume troviamo approfondimenti del rapporto tra Teologia sociale e Pastorale sociale (Toso, Asolan, Reali) e dei diversi aspetti dell’interpretazione teologica della società (Cipressa, Compagnoni, Frattini, Carlotti, Santangelo). Interpretazione che è messa alla prova nei diversi ambiti dell’esperienza sociale e in alcune sfide significative per il contesto odierno: la comunicazione (Padula), l’ecologia (Piana), la fraternità (Bignami) e la democrazia (Angelini, Felice).
La Teologia sociale ispira la ricerca dell’agire morale autenticamente umano e pone l’attenzione «sulla relazione fiduciale di dono quale condizione architettonica fondante la prospettiva dell’homo reciprocans, chiamato a esercitare responsabilmente verso ogni altro i compiti della propria identità, diventando autentici nel servizio di cura delle persone e realtà sociali a cui ci si rivolge» (pp. 173 s.).
Nella prospettiva di risposta al dono di Dio della prossimità, vengono poi considerate le diverse dimensioni della povertà contemporanea (Guenzi) e vengono fatte riflessioni sull’impresa (Guenzi), sul pensiero «economico» (Bomenuto) e sull’economia personalista in relazione alla Dottrina sociale della Chiesa (Sandonà, Solari).
Tali ambiti sono stati oggetto di costante studio e approfondimento di mons. Manzone, a partire dalla «tecnologia dal volto umano», passando attraverso l’etica dell’ambiente, del mercato, dell’impresa, del marketing, al fine di cogliere e illuminare la base umana e comune dell’agire socioeconomico, che è la fraternità. Da essa scaturisce un nuovo modo di intendere la democrazia (Angelini) e di guardare ai compiti emergenti per la Chiesa. «La sfida che la comunità cristiana raccoglie riguarda una visione delle istituzioni sociali dove esse non sono solo dei meccanismi funzionali, ma realtà che interpellano la coscienza con le loro esigenze morali. La teologia sociale mostra come in esse l’uomo gioca il suo destino» (p. 346).