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Sebbene nella percezione della maggioranza delle persone, quando si parla in genere di diritto o di leggi, si pensi immediatamente a realtà che limitano la propria libertà, oppure a strumenti di potere, oggettivamente la verità è ben diversa, se si ha presente ciò che il diritto e la legge costituiscono per l’uomo in quanto «animale sociale», e quindi «per natura» in relazione con i suoi simili.
Proprio la natura sociale dell’uomo esige la presenza di norme giuridiche, il cui compito principale è quello di realizzare, promuovere e proteggere la dignità dell’essere e dell’agire di ogni componente di qualsiasi tipo di società. Da qui un diritto non come «sovrastruttura», o addirittura come il «male minore» per limitare i conflitti e gli abusi, bensì come ontologica dimensione della natura umana, sapientemente riassunto dal broccardo: Ubi homo ibi societas, ubi societas ibi ius. Ergo ubi homo ibi ius. Pertanto, è la persona che diritto e legge devono sempre servire, dove ogni ordinamento giuridico primario e originario, come lo Stato e la Chiesa, è chiamato a prendere atto che non crea il diritto e la giustizia, ma solo leggi, e che ordinamenti giuridici e leggi stanno sempre sotto la giustizia e il diritto, come ha sottolineato il giurista tedesco Erich Kaufmann.
Questa profonda convinzione spinse, all’indomani della conclusione del Concilio Vaticano II, un gruppo di docenti delle università statali ed ecclesiastiche a fondare la Consociatio Internationalis Studio Iuris Canonici Promovendo, con lo scopo di «approfondire e diffondere lo studio del diritto canonico e del diritto statale relativo alla Chiesa Cattolica e ad altre Chiese e comunità ecclesiali» (Statuto, art. 2), compito che la vigente Costituzione apostolica sulla Curia Romana Praedicate Evangelium assegna al Dicastero per i Testi Legislativi (cfr art. 175, § 1). L’associazione ha instancabilmente perseguito questo fine attraverso Congressi internazionali, Giornate di studio nelle diverse università, la promozione di molteplici iniziative e pubblicazioni, festeggiando, nel 2023, il cinquantesimo anniversario, di cui questo volume raccoglie gli Atti.
La centralità della persona – ma anche la specificità del fedele – nello studio e nell’amministrazione del diritto è stata ribadita nel Messaggio di papa Francesco che apre la pubblicazione: «Senz’altro al centro del Diritto canonico e del Diritto civile vi è la persona; la peculiarità nel Diritto canonico è la persona in quanto redenta in Cristo, come fedele nella Chiesa. Attraverso le leggi, sia la Chiesa che la Società civile si prefiggono di procurare il bene comune; tuttavia nella Chiesa non è solo un ordine esterno […], ma è espressione della presenza di Cristo Salvatore» (pp. XI-XII).
Dopo gli indirizzi di saluto da parte del card. Péter Erdő, dei vescovi Filippo Iannone e Juan Ignacio Arrieta e del prof. Cesare Mirabelli, la raccolta viene divisa in due parti. Nella prima, si ripercorre l’avventura dell’associazione nel corso degli anni, alla luce degli Atti dei Congressi Internazionali e di alcune tematiche svolte, come la sinodalità, il ruolo del canonista nell’ambito nordamericano, l’associazionismo nella Chiesa, la presenza del diritto orientale e i laici nella Chiesa.
Nella seconda parte, i proff. Nicolussi, Coughlin, Cappellini, Cattaneo ed Echappé sviluppano, a vari livelli e con diverse prospettive, le reciproche, vantaggiose relazioni che si realizzano ogni volta che si stabilisce un dialogo tra il diritto canonico e il diritto civile nel loro comune impegno a favore della persona e della società. Il saggio conclusivo della presidente, prof.ssa Minelli, ripercorrendo l’intensa relazione della Consociatio con i pontificati del post-Concilio, l’impegno nello studio organico delle grandi questioni aperte dal Concilio Vaticano II e provocate dal vorticoso cambiamento epocale in atto, mette in risalto la funzione educativa del diritto canonico e della sua tradizione vivente.