Eclairer le monde / Light the World è l’ultimo album del musicista senegalese Youssou N’Dour. Appartenente a una famiglia griot, ossia di cantori e poeti che tramandano storie e tradizioni orali della propria nazione, egli ha saputo, durante la sua carriera, innestare nel genere tradizionale mbalax sonorità jazz, latin, rock e pop, creando una musicalità nuova, etnica e coinvolgente, aprendo le strade alla world music. Nel 1988 ha condiviso lo stesso palco con Peter Gabriel, Sting, Bruce Springsteen e Tracy Chapman per l’Amnesty International Human Rights Now.
L’album Eclairer le monde / Light the World è stato registrato in una casa in pietra a El Prats de Rei, in Catalogna, a simboleggiare un ritorno all’essenziale, alla radicalità e alla gravità della musica stessa. Ad accompagnare N’Dour troviamo eccelsi musicisti, quali Munir Zakee alla batteria, Frank LoCrasto al piano, Momi Maiga alla kora (tipico strumento cordofono della tradizione dell’Africa Occidentale) e Weedie Braimah alle percussioni.
Il tema della luce è il filo conduttore delle 11 canzoni, come si evince anche dal titolo in doppia lingua. Nel ritornello del brano di apertura, «Tout pour brille», N’Dour canta: On a tous, au fond de nous / Tout pour briller / En peu d’astuce, d’intelligence / Et de beauté / On a tous, au fond de nous / Tout pour briller / à nous de nous, donner la main / Pour vivre en paix («Tutti noi, nel profondo del nostro cuore, / abbiamo tutto ciò che serve per brillare. / Con un po’ di astuzia, intelligenza / e bellezza. / Tutti noi, nel profondo del nostro cuore, / abbiamo tutto ciò che serve per brillare. / Sta a noi darci la mano / per vivere in pace»). È una canzone al plurale, con un’insistenza sul «noi», cantato più volte nel ritornello dal coro; è un inno alla ricerca della profondità che abita nel cuore dell’essere umano e che conduce a un desiderio di pace e di bellezza. La ricchezza della musica, dalle percussioni iniziali fino all’assolo di chitarra elettrica, porta a comprendere la pluralità delle voci diverse ma armonizzate, in una ricerca di equilibrio e di senso.
Il brano successivo «Sa ma habiibi» («Habibi») è un’immersione nelle zone di tenebra ancora presenti in diversi luoghi dell’Africa; racconta infatti dei matrimoni forzati, attraverso la storia di una ragazza che si oppone a un matrimonio combinato, nel nome di un diritto di scegliere seguendo i propri sentimenti. Interamente in wolof, la lingua del Senegal, il cantante afferma: Quanto a voi, siete così stanchi / Non possiedo il vostro cuore / L’amore non è qualcosa che si può comprare / My Habibi / È l’amore della mia vita / L’amore che vogliamo / L’amore non si può comprare / L’amore che vogliamo. Il suono del basso nella canzone incede pesante e ritmico, rendendo l’idea di chi è consapevole di prendere una decisione importante e grave e che deve essere rinnovata quotidianamente, come sottolinea anche il coro, che ripete costantemente: Sama Habibi bi / C’est l’amour de ma vie («Il mio Habibi / è l’amore della mia vita»).
Un clima di calma pervade il brano, in wolof, «Noflaay», una riflessione sul senso di sacralità della vita stessa. Un accompagnamento di sola tastiera e di percussione crea un tappeto sonoro su cui si staglia la voce inconfondibile di N’Dour, che ripete: Una persona è come Dio l’ha creata, se vuoi la tua pace, accettala così com’è. La canzone, singolo di lancio dell’album, ha un video ambientato in Senegal, in cui si vedono scene di una vita quotidiana rappacificata, in cui il tempo scorre lento e costante: gente che si prepara ad andare a pescare, ragazzini che giocano a pallone, momenti di lavoro e di mercato… Compare anche il celebre attore Omar Sy, protagonista della serie Tv Lupin, che in abiti tradizionali dialoga amabilmente con il cantante. Il brano termina con un monito, quasi un decalogo, che regola la vita della comunità nel momento in cui si comprende il valore di ciascuna persona: Ecco perché non sei malvagio, ecco perché non sei geloso. / Ecco perché non sei un millantatore, ecco perché non sei arrogante. / Ecco perché non sparli, ecco perché non sei furtivo. / Ecco perché non sei avaro, ecco perché non sei superbo. / Ecco perché nessuno ti potrà deludere.
L’intero album sprigiona una luce musicale capace di rischiarare le oscurità e gli abissi di questi tempi, cercando di tracciare nuove strade per una pace basata sull’ascolto, sul rispetto e sulla dignità di tutti gli abitanti che vivono in un mondo che deve essere sempre più custodito e difeso.