Mentre i leader mondiali discutono il destino della Groenlandia, essa si ritrova ancora una volta in una posizione a lei familiare: quella di frontiera contesa fra potenze rivali. Situata al perenne crocevia delle civiltà dell’Atlantico settentrionale, la più grande isola del mondo è diventata ancora più strategicamente rilevante nel contesto dello scioglimento delle calotte polari e dell’inasprimento delle tensioni tra Europa, Usa, Russia e Cina[1].
Gli ultimi episodi hanno alimentato nuove speculazioni sull’eventualità che la Groenlandia possa cadere in mani altrui, con conseguenze potenzialmente profonde per la sua autonomia, per la coesione del Regno di Danimarca e per l’unità della Nato. Sebbene si tratti di scenari ancora ipotetici, essi mettono in evidenza una realtà più profonda: il futuro del popolo groenlandese continua a essere condizionato da forze strutturali che hanno plasmato il suo passato, tra cui la posizione nello spazio geopolitico, la dipendenza economica e gli assetti di sicurezza esterni.
Chi voglia comprenderne le controversie odierne – sia i limiti delle sue opzioni politiche sia le aspirazioni del suo popolo – dovrà necessariamente collocarle all’interno di questa più lunga storia di autonomia limitata, sovranità mutevole e utilità geopolitica.
La Groenlandia in sintesi
Per comprendere la situazione attuale della Groenlandia occorre una conoscenza di base della sua geografia e del suo clima, della popolazione e della cultura, come pure del suo status politico ed economico.
Si tratta della più grande isola del mondo, con un territorio di circa 2.166.086 chilometri quadrati[2]. La maggior parte del suo territorio si trova a nord del Circolo polare artico. Questa collocazione geografica fa della Groenlandia un territorio freddo e scarsamente popolato. Situata all’angolo nord-orientale del Nord America, essa si trova tra il continente nordamericano e l’Europa, in prossimità sia delle isole artiche del Canada sia dell’Islanda.
L’interno della Groenlandia è dominato da vaste formazioni glaciali, note come «calotta glaciale groenlandese», che coprono circa l’81% dell’isola[3]. Inoltre, gran parte della superficie restante è soggetta a copertura nevosa permanente. Di conseguenza, gli insediamenti umani si sono concentrati soprattutto lungo le coste, caratterizzate da profondi fiordi, che dal mare penetrano nell’entroterra.
La popolazione groenlandese nel 2025 è stata stimata in circa 57.800 persone[4]. È concentrata in prevalenza nelle aree urbane della parte sud-occidentale dell’isola; circa un terzo della popolazione complessiva – oltre 20.000 abitanti – risiede a Nuuk, la capitale. La maggior parte degli abitanti – circa 51.000 individui – appartiene al gruppo inuit groenlandese. Esistono inoltre
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