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Abitare nella possibilità

«Grazie ragazzi»

Teatro e carcere nel film di Riccardo Milani

Claudio Zonta

2 Settembre 2023

Quaderno 4157

Grazie ragazzi è un film diretto da Riccardo Milani, che vede come protagonista Antonio Albanese. Questi interpreta un attore di teatro che ormai non calca più i palcoscenici e non ha più nessuna speranza di poter mettere in atto la propria passione teatrale. La sua situazione personale è ormai disastrata, con una figlia con cui non riesce più a dialogare e con una vita passata in solitudine in un periferico e angusto monolocale di Ciampino.

Tuttavia un suo compagno di teatro gli propone un breve incarico per fare un laboratorio teatrale all’interno di un carcere di Velletri, finanziato dal Ministero. Nessuno ci crede in questo progetto, tanto meno la direttrice Laura (interpretata da Sonia Bergamasco), che si dimostra sin dall’inizio scettica sul progetto e sulle richieste dell’attore Antonio. E se inizialmente vengono rappresentate dai detenuti delle semplici favole, realizzate all’interno del carcere tra risa e banalità, in Antonio si scatena di nuovo la passione teatrale, capendo quanto possa essere importante, sia per lui sia per i detenuti, poter avere un sogno e un obiettivo da raggiungere, attraverso il teatro.

La locandina del film

Il progetto di Antonio diventa ambizioso, allestendo un vero spettacolo, Aspettando Godot di Samuel Beckett, all’interno di un vero teatro, fuori dal carcere. Egli intuisce infatti che può essere un testo, sebbene impegnativo, alla portata dei detenuti, perché essi «sanno cosa vuol dire aspettare: non fanno altro». E tra il comico e il tragico, l’esilarante e il drammatico, i carcerati mostreranno i loro punti di forza e le loro ferite, quelle che comunque rimarranno e forse saranno determinanti anche per il futuro.

Ma il teatro è così, dramma, sogno, desiderio, crisi, fuga e ritorno e, come dice Samuel Beckett: «Che stiamo a fare qua?… In questa immensa confusione una sola cosa è chiara: noi aspettiamo che venga Godot. Tra un istante tutto svanirà e saremo di nuovo soli nel cuore della solitudine». Ma quello che rimane indelebile è la vita di ciascuno, che diviene, agli occhi di Antonio, unica e sacra.

«Grazie ragazzi»

Claudio Zonta

Scrittore de La Civiltà Cattolica.

2 Settembre 2023

Quaderno 4157

  • Anno 2023
  • Volume III

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