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  3. «Diversity in bureaucracy»
Abitare nella possibilità

«Diversity in bureaucracy»

Carmine Carano

6 Gennaio 2024

Quaderno 4165

Siamo affidati al Pianeta Terra, e la Madre Terra è affidata a noi. È una relazione reciproca nella quale le possibilità delle condizioni umane si intrecciano a quelle della Madre Terra: o cresciamo o moriamo insieme. La street artist JDL, attraverso murales, offre un panorama della catena di legami che uniscono umanità e Pianeta.

L’artista ha lavorato in diversi Paesi e Continenti, realizzando murales che mostrano una sensibilità attenta alle questioni sociali, alle disuguaglianze, alle varie forme di povertà. Diversity in Bureaucracy è l’opera che abbraccia una facciata dell’edificio di Amsterdam. Ritrae per due volte una donna circondata da documenti, da fogli volanti che la soffocano. Sta danzando. Se, da un lato, sembra soffrire a causa del volteggiare di burocrazia che l’assedia, dall’altro appare riflessiva, quasi immersa nell’impresa di progettare, forse a dispetto della stessa burocrazia. L’opera invita a riflettere sulle disuguaglianze soprattutto in ambito educativo. Ma non solo.

Il murales, che affolla Leidseplein, presso la piazza che accoglie vari artisti nella capitale olandese, è realizzato con vernice mangia-smog: «Quando la luce solare riflette sulla vernice, si verifica una reazione chimica. Le sostanze più inquinanti vengono neutralizzate e trasformate in sali innocui, che possono essere lavati via dalla pioggia», spiega l’artista. Judith de Leeuw, il nome completo della street artist, restituisce, grazie alla via dell’arte, respiro alla Madre Terra.

Diversity in Bureaucracy si rivela un incrocio di pensieri e di vite. Chiama in causa le ingiustizie che nei Paesi Bassi minacciano l’istruzione, ma, al tempo stesso, fa da specchio che interroga chi lo contempla sul proprio impegno nel costruire un’istruzione giusta e ugualitaria. Chiama in causa lo smog che, nascendo dal traffico e da tante altre fonti di inquinamento, minaccia la nostra convivenza con la Madre Terra; ci mostra che il respiro delle condizioni umane e quello del Pianeta sono sincronizzati.

Un azzurro lieve cozza contro il grigiore dominante del murales. Può essere assunto come metafora delle nostre condizioni umane. L’opera, che si rivela umanizzatrice, invita a sperimentare che un’interconnessione delicata, e al tempo stesso fondamentale, intesse legami tra esseri umani e Madre Terra: cosa stiamo facendo, come singole persone e come società, per prenderci cura di questo legame?

«Diversity in bureaucracy»

Carmine Carano

6 Gennaio 2024

Quaderno 4165

  • Anno 2024
  • Volume I

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