WILLIAM BLAKE

Visioni e profezie

Recensioni - Raffaele Bussi

27 aprile 2018

William Blake. Visioni e profezie
a cura di PASQUALE MAFFEO
Minturno (Lt), Caramanica, 2017, 104, € 10,00.

Seppure ampiamente sottovalutata quando era ancora in vita, oggi l’opera di William Blake viene considerata estremamente significativa e fonte di ispirazione sia nell’ambito poetico sia in quello delle arti visive. Considerato al suo tempo visionario per la stravaganza delle sue idee, il poeta inglese viene oggi rivalutato per l’espressività, la creatività e la visione filosofica che sta a fondamento della sua opera.

A rileggerne l’opera è Pasquale Maffeo, poeta, narratore e drammaturgo. Nell’arco di tre capitoli, egli delinea la figura di Blake, ne traduce l’opera e offre una cronologia biografica essenziale, oltre a una ricca bibliografia.

Occorre aver letto e, per quanto possibile, metabolizzato i testi in verso e in prosa di Blake, esordisce Maffeo, prima di giungere a sapere per quali tramiti il profeta visionario si sottragga al comune giudizio di merito, rimanendo con tutta l’energia della sua estroversa e non sempre decifrabile figura in un luogo autonomo e suo, non omologabile in uno scomparto né in una casella storicizzante della letteratura inglese. Questo perché in lui l’uomo e il poeta coincidono pienamente: il medesimo sguardo e la medesima voce rintracciano e proclamano l’etimo divino, la sacralità delle singole creature umane, animali e vegetali.

Ne è testimonianza la sua vicenda biografica, permeata di cifre soteriche, la quale attesta la radicalità d’una presenza che si è evoluta in un territorio autonomo, fatto di mondi a volte anche invisibili, fuori da codici e canoni, se non esclusivamente personali. A totale conferma di ciò, l’assenza di emuli e discepoli, come pure di un testamento di scuola se non quello della sua opera.

Blake è stato un antesignano della modernità con grande anticipo sui tempi letterari? Sembra proprio di sì, a parere di Maffeo, il quale scorge in lui un novatore a oltranza, capace di tagliare i ponti alle spalle, senza la tracotanza che feconderà il nerbo delle programmate avanguardie dei secoli successivi. La lezione morale dell’autore inglese prefigura le evoluzioni e le esasperazioni del dramma dell’uomo moderno, di Rimbaud e Kafka, Freud e Nietzsche, Céline, Breton e Claudel.

Da ricordare, infine, che Blake ad ogni pagina scritta a mano univa un’illustrazione simbolica, pennellata a mano, corrispondente al racconto della stessa pagina.