TRATTATO DI PEDAGOGIA GENERALE

Recensioni - Lorenzo Gilardi

4 marzo 2019

MARIO GENNARI
Trattato di pedagogia generale
Firenze, Giunti, 2018, 496, € 25,00.

Dalla metà del Novecento la riflessione pedagogica ha acquisito maggiore autonomia dalla filosofia, in cui l’Idealismo e, in particolare, l’Attualismo l’avevano compressa. Dotatasi di una finalità specifica e di un’epistemologia condivisa, essa ha potuto rispondere alle esigenze educative di diversi settori e si è differenziata in scienze pedagogiche, dette anche «scienze della formazione» e «scienze dell’educazione».

Il libro di Mario Gennari, già edito da Bompiani nel 2006 e ora riproposto dall’editrice Giunti, contiene un profondo e maturo percorso di pedagogia generale, la scienza che fonda, coordina e orienta tutte le altre discipline pedagogiche. Il volume è presentato come un trattato, non solo come un manuale di introduzione e di sintesi della materia: «Esso deve piuttosto servire a mettere ordine in un supposto sistema di saperi, a costruire o abbattere i confini con gli altri domìni scientifici, a non presentare un compendio di risposte, a scongiurare la fallace convinzione che il suo contenuto esaurisca il tema» (p. 14).

Infatti, uno degli aspetti più significativi del percorso è l’inserimento della riflessione pedagogica all’interno della cultura occidentale, cioè la ricerca continua e motivata dei suoi rapporti con la letteratura e con le scienze storiche e sociali, filosofiche e psicologiche. Pensata e studiata come un sistema di conoscenze integrate e interagenti, la pedagogia generale rimane una scienza umana, centrata sull’uomo, sulla sua formazione ed educazione. Essa muove «dalla considerazione che l’uomo è la sua formazione e la sua educazione, e che tutto ciò che ha a che fare con l’uomo non risulta mai estraneo al suo educarsi e al suo formarsi» (p. 15).

Questa riflessione si colloca nella tradizione dell’umanesimo occidentale, del neoumanesimo ottocentesco, dell’ermeneutica e della semiologia contemporanee. Inoltre, più volte nel corso del libro l’A. indica nel nichilismo, nella ricerca del denaro e del potere, nella violenza e nelle droghe i pericoli tradizionali e attuali di ogni attività umana ed educativa; il percorso pedagogico fondamentale porta invece a compiere un’opzione libera e ragionata per la vita e l’umanità.

Il volume si sviluppa in 6 parti, ciascuna con notevoli riferimenti e un’ampia bibliografia. La prima parte è dedicata alle «Istituzioni di pedagogia generale» ed espone, tra l’altro, l’identità della pedagogia generale; i concetti di formazione, intesa come costruzione dell’armonia interiore, e di educazione, come intersoggettività dell’incontro e del rispetto delle differenze; di istruzione, la ricerca e messa in ordine delle conoscenze, e di interpretazione, la vera forma del pensiero umano.

La seconda parte è dedicata alle «Categorie del pensiero pedagogico». In essa la pedagogia viene presentata come il laboratorio di formazione ed educazione dell’uomo, con i luoghi e gli strumenti adeguati. L’A. indica ben 15 coppie di categorie con le quali opera la pedagogia generale, precisando che «la formazione dell’uomo non può essere pedagogicamente intesa come la formazione dell’uomo occidentale, integrato nel suo modello di civiltà, ma la formazione di ogni uomo» (p. 182).

La terza parte illustra gli «Ambienti pedagogici», i luoghi cioè dove si svolge l’attività educativa e si sviluppa la riflessione pedagogica. Accanto ai tradizionali luoghi di società, famiglia e scuola, l’A. considera quelli di lavoro, associazioni, e infine anche la città.

La quarta parte espone le «Teorie e pratiche» di formazione ed educazione, ed è la più significativa. Usando la metafora del compasso, l’A. ritiene che il centro dove si appoggia la punta è dato dall’uomo e dal suo pensiero, uomo che la pedagogia intende promuovere in tutte le sue dimensioni; il cerchio che viene tracciato rappresenta le relazioni umane, fatte di sentimenti, amicizia, amore e corporeità; infine, ruotando il cerchio, appare la sfera, un’antica metafora delle relazioni intersoggettive, interetniche e interculturali: «La sfera dell’umano consiste tanto nell’accogliere l’altro in noi quanto nell’uscire da noi stessi per dilatarci verso il mondo» (p. 314).

La quinta parte è dedicata alla «Ricerca in pedagogia» e ai 16 settori in cui essa si svolge: ad esempio, la storia, la didattica, la semiotica, la clinica, la tecnica.

L’ultima parte presenta le «Professioni pedagogiche», cioè i profili che la figura del pedagogista assume oggi nei vari ambienti educativi.

Nell’attuale momento storico, in cui si avverte l’esigenza di un’attività educativa più consapevole ed efficace, questo libro apporta un contributo significativo, sebbene vada letto con spirito critico e adattato alle esigenze dell’ambiente umano in cui si opera.