STORIA DELLA CHIESA. VOL. II: L’EPOCA DEI CONCILI

Recensioni - Roberto Timossi

1 giugno 2018

HUBERT JEDIN
Storia della chiesa. Vol. II: L’epoca dei Concili
a cura di KARL BAUS – EUGEN EWIG
Milano, Jaca Book, 2017, 507, € 42,00.

La Storia della Chiesa, diretta da Hubert Jedin, venne pubblicata in Germania a partire dal 1962, e la prima traduzione italiana risale al 1972. L’opera completa si compone di dieci volumi in dodici tomi, integrati da una serie di studi complementari. Si tratta di un’opera importante per il valore della ricerca storica e per l’elevata competenza degli studiosi (quasi tutti tedeschi) che hanno redatto i diversi capitoli, ma anche per l’unitarietà del progetto, garantito dal prestigio del suo direttore. Le storie della Chiesa scritte «a più mani» presentano infatti il rischio della frammentarietà e dell’assenza di un disegno programmatico, cosa che invece non si riscontra in questa opera.

Altra caratteristica fondamentale di questo manuale è rappresentata dall’esplicita intenzione di risultare una storia della Chiesa «teologica», e non già una mera sezione della storia del cristianesimo. Per lo Jedin, infatti, la storia della Chiesa va concepita come parte integrante dell’ecclesiologia, e soprattutto come una forma di «teologia della croce» sulla via della salvezza cristiana. Essa pertanto necessita «della fede per interpretare la storia», diventando così «un’interpretazione dell’azione dello Spirito Santo», perché il significato ultimo della Chiesa sulla terra «può venire afferrato soltanto dalla fede».

Al di là delle possibili prospettive storiografiche, la Storia della Chiesa dello Jedin resta un punto di riferimento imprescindibile sia per gli storici di professione sia per i semplici cultori della materia. Per tali ragioni va salutata con favore la progressiva ripubblicazione di tutti i volumi di quest’opera, ormai normalmente non più reperibili sul mercato editoriale.

Il secondo volume qui all’attenzione, curato da Karl Baus e Eugen Ewig (con un’introduzione alla nuova edizione italiana di Antonio Rimoldi), rappresenta uno dei principali contributi alla storia dei concili sia sotto il profilo storico sia sotto quello teologico. Il testo inizia con un quadro sul cristianesimo in epoca costantiniana, per poi passare alla controversia ariana, al concilio di Nicea (325 d.C.) e a tutte le vicende fino al definitivo crollo teologico della dottrina di Ario nel concilio di Costantinopoli (381 d.C.).

La seconda parte del volume è dedicata al periodo che va dal concilio di Efeso (431 d.C.) a quello di Calcedonia (451 d.C.), senza tralasciare nessuno dei vari orientamenti più o meno ereticali presenti nel cristianesimo dall’epoca di Costantino al V secolo della nostra era, come ad esempio il movimento priscilliano, il donatismo e il pelagianesimo. Vengono anche presi in considerazione la vita all’interno delle comunità cristiane, la liturgia, l’attività organizzativa e la crescita del clero, la predicazione e l’impegno missionario della Chiesa.

La parte conclusiva del libro è dedicata al monachesimo sia latino sia orientale, con una puntuale attenzione a tutte le forme che esso assume (anacoreti, cenobiti ecc.), fino a giungere alla regola monastica di sant’Agostino e lanciare uno sguardo finale alle correnti antimonastiche.