METODOLOGIE PER LA RICERCA STORICA

Recensioni - Giovanni Arledler

26 maggio 2018

ANNA BALDAZZI
Metodologie per la ricerca storica
Roma, Gangemi, 2017, 592, s.i.p.

Professoressa di Storia romana e Metodologia della ricerca storica presso l’Università «Guglielmo Marconi» di Roma, Anna Baldazzi, esperta di Scienze delle informazioni e da sempre ricercatrice appassionata, ha dedicato molti anni a elaborare questo ponderoso manuale che, per rigore d’indagine e per la complessità della materia trattata, spazia dalla storiografia a varie branche del sapere, dalla riflessione filosofica e sociologica a vari aspetti della cultura in generale.

In questo libro, diviso in due grandi sezioni, l’A. mette a fuoco, da un lato, la metodologia della ricerca storica e, dall’altro, l’esame degli itinerari di fatto percorsi dai più illustri storici che hanno operato nei decenni a noi più vicini. Nella prima parte, tra gli altri, si esaminano gli studi e il pensiero di Popper, Hempel, Durkheim, Monod, Fevbre, Croce, Villari, Salvemini; nella seconda emergono Braudel, Topolski, von Papebrock, Droysen, Huizinga, Bernheim.

Il risultato è, più che un manuale, una sorta di volume enciclopedico, dove, con meraviglia, il lettore più informato si accorge che i campi delle scienze sperimentali si intersecano con gli approfondimenti di quei rari studiosi che al sapere umanistico uniscono il sapere teologico con esperienze perfino mistiche.

Viene così tratteggiata l’opera del gesuita Michel de Certeau, che nelle seconda metà del Novecento fu tra quelli che reagirono a una sorta di neo­positivismo, mostrando come le aperture della mente, della metodologia e dello spirito possano toccare non soltanto altre dimensioni, ma anche tentare letture più appropriate sia di fatti particolarmente straordinari (celebre la sua analisi di quell’episodio passato alla storia come le «possessioni di Loudun») sia di tutta la realtà, che è per sua natura composita e articolata.