L’OCCHIO E LA LAMPADA

Il discernimento in «Amoris laetitia»

Recensioni - Giuseppe Esposito

16 marzo 2018

MARCELLO SEMERARO
L’occhio e la lampada. Il discernimento in «Amoris laetitia»
Bologna, EDB, 2017, 156, € 14,00.

Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del gruppo di cardinali chiamati dal Papa a consigliarlo nel governo della Chiesa universale, in questo saggio sviluppa il tema della capacità di discernere, a cui il Papa riserva un posto privilegiato nella sua Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia (AL). Il titolo scelto dall’A. richiama le parole di san Giovanni Cassiano, fondatore di monasteri e autore di testi importanti per la formazione dei monaci, il quale vede nel discernimento «una specie di occhio e di lampada dell’anima».

Nella prima parte l’A. getta uno sguardo complessivo all’Esortazione apostolica, soffermandosi sull’incipit: per entrare nella realtà grande dell’«amore della famiglia» la parola opportuna è proprio «gioia», sentimento fondamentale del cristiano e, insieme, elemento della formazione ignaziana del Papa, se si tiene presente che gli Esercizi spirituali sono una pedagogia per giungere alla «vera gioia».

Poi l’A. passa ad analizzare la novità dell’Esortazione apostolica, partendo da coloro che ne criticano alcuni passaggi parlando di rottura o discontinuità con il Vangelo, con le esigenze della legge naturale e con il magistero pontificio precedente. A costoro Semeraro ricorda che la Tradizione non è prolungamento o imitazione del passato, ma è «vita che cresce e si sviluppa». L’Esortazione, poi, con un discorso ecclesiale linguisticamente nuovo, restituisce alla persona il primato nella teologia morale.

Di qui la rilevanza del discernimento nell’Amoris laetitia, cui l’A. dedica la seconda parte del suo libro. Egli sottolinea innanzitutto come il tema sia al centro del pensiero del Papa. Questo non dipende solo dal fatto che egli è un gesuita e che il tema è al centro della spiritualità ignaziana, ma anche dal fatto che è fondamentale nella tradizione spirituale della Chiesa fin dai suoi inizi e pertanto oggi merita di essere rivalutato.

Suo elemento qualificante è la ricerca della volontà di Dio «qui e ora», distinguendo tra «discernimento morale», che può essere rappresentato da un faro che indica la direzione e la meta, e «discernimento spirituale», che, come una fiaccola, aiuta a giungere alla meta, anche attraverso piccoli passi, comunque graditi a Dio. Inevitabilmente il discernimento è dinamico e deve restare sempre aperto, alla luce del duplice criterio del «bene possibile» e della «gradualità». Dev’essere capace, cioè, di accettare anche stadi intermedi, eventualmente ancora disordinati, come tappe di avvicinamento alla meta, senza per questo implicare una «gradualità della legge».

Il Papa fa riferimento in particolare alle situazioni familiari soggette a maggiori fragilità, ricordando che anche i percorsi migliori non sono esenti da crisi, cui concorrono gli eventi di vita soprattutto negativi. Qui, più che delle «armi del rigore», c’è bisogno della «medicina della misericordia».

Si giunge così al controverso capitolo VIII dell’Esortazione, dedicato alle situazioni di fragilità. I princìpi morali per un autentico discernimento, che mettono in gioco i temi della libertà e della responsabilità morali, sono: l’ignoranza della norma; l’incomprensione dei valori insiti nella norma morale; le condizioni concrete che condizionano l’esistenza. Di qui anche l’invito ad attribuire la giusta importanza alla coscienza delle persone, nucleo segreto in cui risuona la voce di Dio. Anche se il processo decisionale non può essere solo soggettivo. ma dev’essere ecclesiale, accompagnato da una guida pastorale. La guida, a sua volta, deve adottare uno stile di prossimità e di accoglienza, anche comunitaria, secondo la «logica della misericordia pastorale».

Si passa quindi al tema dell’accesso ai sacramenti, un altro punto controverso. L’Amoris laetitia non ammette ai sacramenti, in particolare all’Eucaristia, i divorziati risposati, ma «in certi casi», nei quali sono salve le «premesse» di conversione, l’aiuto che la Chiesa offre può anche essere l’aiuto dei sacramenti, dopo l’opportuno discernimento, anche comunitario.

Il libro di mons. Semeraro non è un pamphlet, un specie di difesa d’ufficio dell’Esortazione apostolica contro le critiche provenienti da alcuni ambienti cattolici tradizionalisti, ma una convincente, dimostrazione della continuità del magistero di Francesco con tutta la dottrina cattolica. Ed è, insieme, un ripensare la pastorale matrimoniale e familiare per rispondere alla domanda dell’uomo contemporaneo, in un’ottica che non pospone l’uomo alla morale e «si dispone sempre a comprendere, a perdonare, ad accompagnare, a sperare, e soprattutto a integrare» (AL 312).

 

Rassegna bibliografica 4026

Nel quaderno 4026 abbiamo recensito: 1) Giancarlo Pani, "Lutero tra eresia e profezia"; 2) Marcello Semeraro, "L’occhio e la lampada. Il discernimento in «Amoris Laetitia»"; 3) Silvano Maria Tomasi, "The Vatican in the Family of Nations"; 4) Vincenzo Anselmo, "Fece...