LA POVERTÀ DELLA CHIESA

Recensioni - Caterina Bombarda

26 aprile 2018

CORRADO LOREFICE
La povertà della Chiesa
Marzabotto (Bo), Zikkaron, 2017,
XVII-76, € 13,00.

«Come Cristo ha compiuto l’opera della redenzione in povertà e nella persecuzione, così la Chiesa è chiamata a incamminarsi per la stessa via per comunicare agli uomini i frutti della salvezza». È a partire da questo riferimento al testo della Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium 8,3, che si sviluppa la riflessione di mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, sulla povertà della Chiesa ai nostri giorni, al tempo del magistero di papa Francesco. Chi ormai ha conoscenza dei suoi scritti e delle pubblicazioni passate sa bene che quello della povertà – in particolare della Chiesa povera – non è un tema nuovo per lui.

Per argomentare – in chiave teologica e storica – questo richiamo pastorale a una Chiesa povera e dedita ai poveri il volume accosta due contributi: il primo è il testo della conferenza tenuta da mons. Lorefice a Bologna presso la Fondazione per le Scienze Religiose, il 14 dicembre 2016, in occasione del XX anniversario dalla morte di Giuseppe Dossetti; il secondo è il suo intervento al Convegno diocesano di Noto, il 29 settembre 2009.

Con rigore di studioso, l’A. ripercorre efficacemente le tappe fondamentali che hanno dato origine al pronunciamento sulla «Chiesa povera e dei poveri» durante il dibattito conciliare. Dal discorso di Giovanni XXIII Gaudet Mater Ecclesia, dell’11 ottobre 1962, in apertura del Concilio, fino alle fasi finali della prima sessione (11 ottobre – 8 dicembre 1962), viene descritto il sorgere di quello spirito di rinnovamento sull’essere della Chiesa nel mondo contemporaneo. È in questo clima, infatti, che si sviluppa il discorso sulla povertà della Chiesa, grazie anche al card. Giacomo Lercaro, sostenuto dal suo perito privato al Concilio, Giuseppe Dossetti.

Il 6 dicembre 1962, due giorni prima della fine della prima sessione, il cardinale decise di intervenire durante la 35a Congregazione generale, pronunciando un discorso in cui non solo indicava la povertà come problema storico rilevante per le sorti del mondo, ma riconosceva anche in essa, alla luce della rivelazione biblica, un inequivocabile «segno dei tempi» che la Chiesa era chiamata a interpretare. Così la povertà ritornava ad essere sia «luogo teologico» rivelativo del mistero di Cristo, che l’ha scelta come via preferenziale della sua missione, sia anche «forma», ovvero modo di essere costitutivo del mistero della Chiesa.

Il volume aiuta a riflettere sul filo rosso che collega queste affermazioni conciliari con le parole pronunciate più volte sull’argomento da papa Francesco, in particolare nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium (EG), l’opzione per i poveri come «categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica» (EG 198). Il Papa chiede coerenza con il Vangelo, indicando la via di una Chiesa «decentrata», che non deve calare dall’alto; di una Chiesa vicina all’umanità, che insegni a vivere insieme; di una Chiesa che abiti da povera le «periferie umane», stando dalla parte di chi è in difficoltà, cioè della maggior parte degli esseri umani.

Rassegna bibliografica 4025

In questo numero abbiamo recensito: 1) Virgilio Fantuzzi, "Luce in sala. La ricerca del divino nel cinema"; 2) "Canones Pœnitentiales", a cura di Gianandrea Di Donna; 3) Corrado Lorefice, "La povertà della Chiesa"; 4) Francesco Fiorentino, "Il Prologo all’«Ordinatio» di...