LA FINANZA PUBBLICA ITALIANA

Rapporto 2018

Recensioni - Filippo Cucuccio

9 gennaio 2019

La finanza pubblica italiana. Rapporto 2018
a cura di GIAMPAOLO ARACHI – MASSIMO BALDINI
Bologna, il Mulino, 2018, 328, € 29,00.

Il tema della finanza pubblica è da tempo al centro dell’attenzione nel nostro Paese e nell’ambito dell’Unione Europea. Pertanto, quanto mai opportuna giunge la pubblicazione del Rapporto 2018, che raccoglie i temi essenziali del dibattito e le perplessità finora evidenziate su questa materia, ma anche analizza, con la consueta profondità metodologica e acutezza di osservazioni, le possibili soluzioni delle criticità descritte.

In questo libro, accanto a una riflessione generale di carattere macroeconomico e a un’analisi sulla tassazione delle multinazionali alla luce delle riforme realizzate o annunciate, si trovano pagine con contributi dedicati all’impatto delle cosiddette «clausole di salvaguardia sull’evasione dell’Iva e sul suo gettito»; all’assistenza e agli ammortizzatori sociali, con un panorama delle politiche di contrasto alla povertà; alle pensioni, un’area in cui si sono avuti recenti interventi legislativi nel segno di una maggiore flessibilità e di cui si mette in discussione l’effettiva capacità di sostenibilità finanziaria; alla sanità, con un bilancio sostanzialmente negativo, risultante da una sottrazione di risorse rispetto ai fabbisogni programmati e da una latente privatizzazione di quote rilevanti di spese per prestazioni; all’attuazione del percorso del federalismo tra le esigenze di autonomia e solidarietà; ai servizi pubblici e al loro orientamento verso il principio della sostenibilità.

Inoltre, sono oggetto di attenzione specifica alcuni temi cruciali per lo sviluppo del Paese: la dotazione infrastrutturale e i nodi che dovranno essere sciolti nell’attuale legislatura in questo ambito per far sì che vengano superate le difficoltà a rilanciare gli investimenti pubblici; il funzionamento della scuola e dell’università, con un’analisi che ne sottolinea la forte eterogeneità geografica, la discontinuità degli interventi effettuati, la problematicità dell’apertura dell’università a studenti dal profilo socio-economico basso e il marcato sottofinanziamento della ricerca in Italia.

Il volume è completato da altri due capitoli in cui sono affrontati altrettanti argomenti di particolare rilievo. Il primo è la possibile riforma dell’Irpef, sospesa tra quanti ne vorrebbero conservare una posizione centrale nel nostro sistema fiscale e altri orientati a una sua radicale revisione in termini di alleggerimento delle risorse raccolte e di riduzione della sua progressività, con proposte analizzate sul piano dei costi e degli effetti redistributivi.

Il secondo argomento tratta l’austerità delle politiche di bilancio degli ultimi anni, con letture che vanno da quella favorevole all’adozione di ulteriori misure correttive per accelerare la convergenza verso la parità di bilancio all’altra che invece punta il dito sugli esiti certamente non brillanti delle performance economiche finora registrate.