ESCRITOS ESENCIALES DE LOS PRIMEROS JESUITAS

Recensioni - Giovanni Arledler

5 maggio 2018

Escritos esenciales de los primeros jesuitas. De Ignacio a Ribadeneira
a cura di GRUPO DE ESPIRITUALIDAD IGNACIANA
Madrid – Santander – Bilbao, Universidad Pontificia Comillas –
Sal Terrae – Mensajero, 2017, 888, € 26,39.

Questo volume rappresenta una tappa importante delle pubblicazioni dei testi ignaziani, come lo erano stati nel 2007 i due volumi del Diccionario de espiritualidad ignaciana. Non è esagerata la presunzione dei curatori – il gruppo di spiritualità ignaziana, tra i quali è anche un gesuita italiano – di ritenersi eredi di quanti hanno dato vita agli imponenti Monumenta Historica Societatis Iesu (MHSI), promossi dal p. Luis Martín García, 24° Preposito generale della Compagnia di Gesù dal 1892 al 1906.

Escritos esenciales de los primeros jesuitas desidera fornire una raccolta dei testi essenziali non soltanto del fondatore della Compagnia di Gesù, ma di tutti i suoi primi compagni e poi di altri autori importanti delle immediate generazioni successive fino a p. Pietro de Ribadeneira, coprendo un arco di tempo che va dal 1539 al 1611.

Nel volume, dopo i documenti fondanti la Compagnia di Gesù, viene presentata una vasta antologia degli scritti di Ignazio di Loyola (Autobiografia, Esercizi Spirituali, Costituzioni) e un’ampia scelta di Lettere, secondo una triplice ripartizione (esperienza/dottrina/pratica), che costituirà un criterio per l’ordinamento degli scritti anche per gli altri autori. In base all’ordine cronologico, a sant’Ignazio fanno seguito i suoi primi 9 compagni, e sono significativi in particolare gli scritti di Broet, Jay e Codure, dei quali di solito non si legge nulla.

Nella seconda parte del volume, troviamo un’antologia degli scritti di san Francesco Borgia, che fu il terzo Preposito generale dell’Ordine, cui segue una mini-summa dedicata a Geronimo Nadal, forse il più preparato in teologia secondo la sensibilità di oggi, meritevole di una conoscenza ancora più vasta. Alfonso de Polanco è passato alla storia per essere stato il segretario di Ignazio di Loyola fedele a tal punto che il fondatore si fidava di lui come di se stesso e, a volte, è difficile capire dove finisce Ignazio e dove inizia Polanco.

Luis Gonçalves da Câmara si potrebbe definire uno dei primi studiosi critici del neonato Ordine, anche se ci lascia il sospetto di aver un po’ «aggiustato» qualche particolare della vita di sant’Ignazio, mentre Pietro de Ribadeneira, vero pupillo di Ignazio, compie un deciso passo in avanti per la storiografia e l’approfondimento della spiritualità della Compagnia. San Pietro Canisio è diventato famoso per il suo catechismo, proposto come alternativa alla riforma protestante, ma è bene conoscerlo anche in altri suoi scritti.

Il gruppo dei curatori – Secondo Bongiovanni, Pasqual Cebollada, J. Carlos Coupeau, Javier Melloni, Diego M. Molina, coordinati da José García de Castro –, prima di concludere con Everardo Mercuriano, quarto Preposito generale della Compagnia di Gesù, propone le figure di Baltasar álvares e di Antonio Cordeses, sia come stimolo ad ampliare la ricerca sia come ulteriore segnale che l’esperienza e la spiritualità dei gesuiti non sono monolitiche.

Tra le novità di questa antologia c’è anche quella di aver aggiunto ai testi tradizionali passaggi dalle prime tre Congregazioni Generali, sottolineando così la collegialità dei contributi. Non ci sarebbe neanche bisogno di osservare che l’apparato critico è accuratissimo. Un segno di quanto ci si tenga che questo faticoso e pregevole lavoro venga diffuso è dato dal costo del volume, che sembra quasi simbolico.