DUE VOLUMI SULLE TRACCE DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

Recensioni - Giuseppe Esposito

22 maggio 2018

ANONIMO CALABRESE
Vita del glorioso padre san Francesco di Paola.  La prima biografia sull’eremita scritta in Calabria
a cura di ROCCO BENVENUTO
Soveria Mannelli (Cz), Rubbettino, 2017, 331, € 15,00.

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Conversione del cuore, penitenza evangelica, opere di misericordia
a cura di LEONARDO MESSINESE
Roma, Curia Generalizia dell’Ordine dei Minimi, 2017, 198, s.i.p.

 

Il VI centenario della nascita di san Francesco di Paola (1416-1507) si è rivelato davvero proficuo, non solo per aver fatto il punto su un santo sempre attuale e al centro di una devozione popolare senza confini, ma anche in termini editoriali, come testimoniano anche questi due libri.

Il primo riveste un’importanza particolare: è l’edizione critica della prima biografia sull’eremita scritta in italiano da un anonimo frate calabrese, oggi custodita nella Biblioteca Universitaria di Barcellona.

L’A. ci fa conoscere il rapporto del santo con la natura e gli animali, ma soprattutto la sua attività taumaturgica. Di Francesco vengono descritti i doni soprannaturali quali la profezia, il discernimento degli spiriti, la liberazione dal maligno. Un’altra caratteristica evidenziata dall’anonimo biografo, importante e non molto nota, è quella di un uomo ben diverso da quell’«illitterato et idiota» diffuso dall’agiografia dominante. Piuttosto è un Francesco convincente oratore, capace di affascinare anche ecclesiastici intellettuali, soprattutto per la ricchezza di riferimenti biblici, come è testimoniato sia a Tours, dove fu obbligato a trasferirsi fino alla morte, sia a Roma, davanti alla Curia romana.

Il lavoro è curato da Rocco Benvenuto, dell’Ordine dei Frati Minimi. La sua lunga introduzione è molto analitica, ricca di riflessioni critiche e opportunamente attenta a differenziare la Vita dell’anonimo calabrese da quell’alone leggendario che fin da subito ha circondato la figura del santo.

Si apprezza anche la cura riservata agli aspetti linguistici del testo, originariamente redatto in lingua italo-calabrese, intessuto di termini dialettali e carente nella punteggiatura.

Il secondo libro, cioè gli Atti del Convegno di spiritualità dell’Ordine dei Minimi, che si è svolto il 16-17 settembre 2016, pone al centro tre temi fondamentali nella spiritualità cristiana, in particolare in quella che caratterizza la famiglia minima: conversione del cuore; penitenza evangelica; opere di misericordia.

L’intento del Convegno era quello di mostrare alcune possibili connessioni fra i tre temi, come hanno cercato di fare le relazioni «Conversione del cuore e penitenza evangelica» (C. Militello) e «La conversione sorgente di opere della misericordia» (C. Zuccaro). In entrambe si coglie la preoccupazione di ricomprendere il significato di questi termini in modo tale che essi possano continuare ad essere significativi per l’uomo contemporaneo.

Questa «trinità concettuale», come la definisce Messinese nella sua Presentazione del testo, è espressiva della dimensione antropologica che, quando approfondisce se stessa e ne fa emergere lo spessore spirituale, può incontrare la dimensione teologica, che nel cristianesimo ha un volto trinitario (cfr p. 7). Questa dimensione è messa in luce dalle relazioni introduttiva e finale del Convegno: «La conversione del cuore e la misericordia di Dio» (J. Braz de Aviz), in cui alcuni elementi della spiritualità minima sono messi in rapporto con l’insegnamento di papa Francesco sulla misericordia e sulla vita consacrata; e «Gesù Cristo incarnazione della misericordia del Padre» (G. Lorizio), in cui si mette in luce come Gesù riveli il volto misericordioso del Padre attraverso i suoi «gesti».

Dimensione antropologica e teologica, armonicamente unite, sono rinvenibili in particolare nei testimoni della santità ecclesiale. Questo è stato il tema centrale di altre due relazioni: «Francesco di Paola volto umano della misericordia di Dio» (G. Fiorini Morosini), che si sofferma sul modo in cui Francesco vive l’esperienza di tale misericordia; e «Il carisma della penitenza evangelica nella società civile» (G. Tomai), dove la proposta evangelica è svolta in una chiave «secolare».

E sempre alla luce del binomio antropologia-teologia altri due temi fondamentali nella spiritualità cristiana, e soprattutto in quella minima, vengono rivisitati dalle relazioni «Il concetto biblico-teologico dell’espiazione di Cristo» (G. Pulcinelli) e «L’ascesi in alcuni momenti della tradizione cristiana» (L. Messinese). La prima sottolinea che il dato biblico – sia vetero sia neotestamentario – «è concorde nell’affermare che è Dio e non l’uomo il soggetto dell’azione salvifica» (p. 70). La seconda mette a fuoco gli aspetti di convergenza tra la spiritualità orientale e quella occidentale, nell’ambito del cristianesimo dei primi secoli, e gli elementi che ne mostrano le rispettive peculiarità.

Tutte le relazioni si leggono con profitto e, anche solo indirettamente, fanno riflettere sull’inesauribile modernità dei santi, anche quelli storicamente da noi più lontani e non sempre ben serviti dall’agiografia, come san Francesco di Paola.