DIO NEI DOPPI PENSIERI

Attualità di Italo Mancini

Recensioni - Leonardo Messinese

19 marzo 2018

MASSIMO CACCIARI – BRUNO FORTE
Dio nei doppi pensieri. Attualità di Italo Mancini
a cura di PIERGIORGIO GRASSI
Brescia, Morcelliana, 2017, 64, € 7,00.

Sia nella sua vasta attività di docenza sia in quella di scrittura, per Italo Mancini il «pensare Dio» ha costituito indubbiamente un tema decisivo, declinato nella forma di un’ontologia metafisica, di una filosofia della religione, ma anche di una riflessione sulla teologia del Novecento, soprattutto di area protestante (Barth, Bultmann, Bonhoeffer). Questo agile volumetto, scritto a quattro mani, offre una preziosa occasione per tornare a riflettere sul suo pensiero e, in particolare sul suo «testamento filosofico», Frammento su Dio.

Il titolo del libro si riferisce esplicitamente a quella «teo-logica dei doppi pensieri» che Mancini aveva ripreso da Dostoevskij e in virtù della quale, come rileva il curatore Piergiorgio Grassi, egli «faceva valere la tesi secondo cui il tema della infinita differenza, declinato nel senso dell’alterità e della Trascendenza, esige una teologia simbolica […], capace di restituire la vera natura del discorso umano su Dio perché permette la coesistenza dei contrari» (p. 15).

In questo modo, soprattutto con il Frammento su Dio, Mancini intese offrire un suo contributo teoretico relativamente al «bisogno della ragione» di cui parlava Kant per indicare il necessario riferimento alla sfera dell’assoluto, andando così oltre i semplici fenomeni. Un contributo che vedeva Mancini valorizzare più l’«incondizionato» della Critica della ragion pura kantiana che la «dialettica» hegeliana, ritenendo che quest’ultima fosse espressione di un’assolutezza della ragione che veniva a sostituirsi alla salvezza cristiana. In questo ordito, poi, venivano inglobate anche la «logica del paradosso» di Kierkegaard e la distinzione tra «totalità» e «infinito» di Lévinas.

Dopo il saggio introduttivo di Grassi, in cui si ripercorre l’intero itinerario manciniano attraverso le opere maggiori, lo scritto di Bruno Forte, intitolato «Pensare dopo Mancini», si sofferma inizialmente sulla teologia dei doppi pensieri, che costituì per il filosofo urbinate un ritorno in grande stile sui passi della prima fase del suo pensiero, dedicato alla «teoria del cielo» (p. 21), ovvero all’ontologia e alla filosofia della religione. In seguito vengono ripercorsi alcuni momenti della fase successiva, che Mancini aveva dedicato «alla città dell’uomo e alla teoria della terra» (ivi). Ne sono documenti importanti Filosofia della prassi (1986) e L’ethos dell’Occidente(1990).

Circa il volume postumo su Dio, Forte sottolinea che in esso, dopo le «avventure della modernità», si parla dell’«ultimo Dio nel puro e forte senso che Mancini mutua da Heidegger, andando oltre Heidegger» (p. 26). E, citando lo stesso filosofo urbinate, aggiunge che la «logica» dei doppi pensieri è, in ultima istanza, la «coesistenza di scienza e di passione infinita, che è poi la via mistica» (p. 25).

Il saggio di Massimo Cacciari, intitolato «Briciole filosofiche intorno al Frammento su Dio», si snoda come un’appassionata serie di contrappunti all’articolazione manciniana di «fede» e «sapere». Una tale unità era assunta in particolare da Hegel, ma Cacciari giustamente sottolinea che essa sviluppava sia una teologia metafisica, sia una theologia crucis, che si collocavano più sul versante dell’«analogia» che in quello della «dialettica». Si deve tener presente, infatti, che un importante capitolo del Frammento su Dio era intitolato «De profundis per la dialettica» (p. 24). Nella lettura fatta da Cacciari sul senso di fondo del Frammento si rileva che si tratta più precisamente di un’analogia che «tiene ferma la contraddizione», e che «proprio dall’agón, dal dramma della relazione tra gli opposti, essa trae l’autentico significato di ciascuno» (p. 45).

Entrambi i saggi, pur muovendo da prospettive diverse, sottolineano l’apertura a una riflessione ulteriore che caratterizza il «Dio dei doppi pensieri» di Mancini, e quindi anche l’attualità della sua opera. È un giudizio da condividere, anche perché, affrontando la questione su Dio, si viene condotti a «pensare», mettendo al centro il tema «più alto ed esigente» della filosofia.

Rassegna bibliografica 4026

Nel quaderno 4026 abbiamo recensito: 1) Giancarlo Pani, "Lutero tra eresia e profezia"; 2) Marcello Semeraro, "L’occhio e la lampada. Il discernimento in «Amoris Laetitia»"; 3) Silvano Maria Tomasi, "The Vatican in the Family of Nations"; 4) Vincenzo Anselmo, "Fece...