DEMOCRISTIANI, CATTOLICI E CHIESA NEGLI ANNI DI CRAXI

Recensioni - Federico Lombardi

3 marzo 2019

Democristiani, cattolici e Chiesa negli anni di Craxi
a cura di GENNARO ACQUAVIVA – MICHELE MARCHI – PAOLO POMBENI
Venezia, Marsilio, 2018, 612, € 38,00.

Questo volume costituisce l’ultimo di una serie, intitolata «Gli anni di Craxi», progettata nel 2000, poco dopo la morte in esilio del leader del Psi. Gennaro Acquaviva, noto dirigente socialista, stretto collaboratore di Craxi, approdato al Partito Socialista con Livio Labor provenendo dalle Acli, si è impegnato – insieme ad altri studiosi della stessa area politica, in particolare Luigi Covatta – a promuovere, nel corso di ben 18 anni, una ricerca storico-critica approfondita che – attraverso convegni di studio, interviste, articoli e raccolta di documentazione – assomma a oltre 4.000 pagine, in 10 volumi, e si presenta come uno strumento imprescindibile per lo studio e la comprensione della storia politica italiana del decennio 1980-90.

Nella «Nota» di apertura di quest’ultimo volume Acquaviva, guardando all’insieme dell’opera compiuta con molti dei responsabili e studiosi socialisti, afferma: «Siamo riusciti infine a costruire e intestarci l’unica “confessione collettiva” a tutt’oggi seriamente raccontata da parte dei tanti protagonisti usciti sconfitti di quella che fu la “Repubblica dei partiti”» (p. 10). In effetti, oltre ai volumi dedicati alla politica estera e a quella economica negli anni Ottanta, alla leadership e al decisionismo di Craxi durante il suo governo (1983-87), il più corposo dei dieci volumi è dedicato, senza mezzi termini, al «crollo» del Psi nella crisi della prima Repubblica e contiene oltre 600 pagine di ampie interviste sul tema della «dissoluzione del gruppo dirigente del Psi».

Nella serie non possono mancare due volumi che trattano rispettivamente dei rapporti fra socialisti e comunisti e dei rapporti fra Moro e Craxi («Fermezza e trattativa trent’anni dopo»). E poiché la revisione del Concordato fu uno dei risultati più brillanti e significativi del Governo Craxi, ad essa sono stati dedicati due volumi: La grande riforma del Concordato e I primi trent’anni del Concordato Craxi-Casaroli (1984-2014).

Acquaviva ha avuto un ruolo importante nella vicenda della revisione del Concordato e ha vissuto con intensità «unica» la problematica affrontata nell’ultimo volume della serie: quella del rapporto fra socialismo e mondo cattolico. Nell’Introduzione, Michele Marchi osserva che «personalità quali Acquaviva, Luigi Covatta, ma anche Pierre Carniti hanno speso la loro pluridecennale carriera politica tutta nell’orizzonte di questo tentativo di avvicinare mondo cattolico e mondo socialista, operazione non così complessa in altri contesti europei, ma particolarmente ardua nell’Italia del partito unico dei cattolici e del “bipolarismo imperfetto”» (p. 13 s).

Il volume contiene anche contributi importanti di storici qualificati, come Piero Craveri, Paolo Pombeni, Guido Formigoni, Paolo Acanfora, Giovanni Mario Ceci, Paolo Zanini e Alessandro Santagata. Dal nostro punto di vista, è doveroso osservare con soddisfazione che, nell’ampia sezione dedicata alla «Documentazione», la prima parte – circa 100 pagine – è dedicata a «L’azione dei padri gesuiti», ed è costituita essenzialmente da articoli dei padri Giuseppe De Rosa, Angelo Macchi e Bartolomeo Sorge, mentre parti successive mettono in rilievo «Le proposte dei cattolici democratici» e «Il rapporto dei socialisti con Comunione e Liberazione (1988-1990)».

Nel quadro politico-culturale odierno, così profondamente diverso da quello degli anni su cui si riflette con serietà e passione in questi volumi, non è facile trarre rapide lezioni per l’oggi dalle vicende di trent’anni fa. Tuttavia il materiale che ci viene offerto è indubbiamente un contributo importante per gli studi storici delle vicende politiche dell’Italia contemporanea e,  probabilmente, anche una base preziosa per una riflessione morale e sapienziale sull’esercizio del potere politico in rapporto al bene comune, e sulla capacità o incapacità di un rapporto costruttivo fra i tre grandi filoni dell’impegno sociale in Italia: cattolico, socialista e comunista.