DALLA PARTE DEI PICCOLI

Chiesa e abusi sessuali

Recensioni - Katharina Anna Fuchs

18 giugno 2018

ANGELA RINALDI
Dalla parte dei piccoli. Chiesa e abusi sessuali
Molfetta (Ba), la meridiana, 2018, 150, € 15,00.

L’abuso sessuale sui minori «è un reato tanto brutto» (frontespizio) e «un tema scomodo» (p. 9), perciò è essenziale affrontarlo sotto diversi punti di vista. È quanto si propone di fare Angela Rinaldi – dottoranda della Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana a Roma e collaboratrice del Centre for Child Protection dello stesso Ateneo – con questo libro, che si apre con una prefazione del gesuita p. Hans Zollner e con una breve introduzione.

Nel primo capitolo l’A. presenta lo sviluppo del fenomeno degli abusi sessuali negli ultimi decenni, dagli scandali alla tolleranza zero, illustrandolo con alcuni esempi degli Stati Uniti, del Messico, dell’Irlanda, della Germania e dell’Australia. Continua poi mostrando la risposta data dalla Chiesa – in particolare con gli ultimi tre papi: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco – a tale problema. Una risposta che è in linea con il principio della tolleranza zero, e che implica anche l’impegno ad assumersi le proprie responsabilità, intraprendendo un cammino di purificazione (cfr p. 52).

Il secondo capitolo è dedicato ad alcuni documenti e normative della Chiesa su questo argomento. L’A. si sofferma in particolare sul «Motu proprio» Sacramentorum sanctitatis tutela, promulgato nel 2001 da papa Giovanni Paolo II. Con la sua revisione e sostituzione con le Nuove norme sui delicta graviora (2010) da parte di Benedetto XVI, i delitti più gravi – tra cui gli abusi sessuali sui minori – diventano competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, che nel 2011 ha inviato una Lettera circolare in cui si chiedeva alle Conferenze episcopali di tutto il mondo di formulare un modus agendi valido per i casi di abusi sessuali.

Il 19 marzo 2010 papa Benedetto XVI ha pubblicato la Lettera pastorale ai cattolici d’Irlanda, in cui chiedeva la fine del silenzio e la compassione per le vittime degli abusi sessuali. Il Papa proponeva per la Chiesa un cammino basato sulla guarigione, sul rinnovamento e sulla riparazione. L’A. afferma che papa Francesco segue la stessa linea, come dimostrano l’istituzione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori nel 2014 e il «Motu proprio» Come una madre amorevole, pubblicato nel 2016, in cui il Papa mette in risalto la figura dei pastori quali responsabili della protezione dei minori. La Commissione ha il compito di proporre al Papa le best practices per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili.

Nel terzo capitolo Angela Rinaldi affronta il tema della formazione umana da proporre ai candidati alla vita consacrata. «La formazione è impostata con il fine di contribuire alla maturazione umana che implica equilibrio e armonia nelle tendenze, nei valori, nella stabilità psicologica e affettiva, nella prudenza, nell’oggettività dei giudizi, nel domino del proprio carattere» (p. 87). Si fa riferimento sia ad alcuni documenti ecclesiastici fondamentali sia a scrittori autorevoli, come Romano Guardini con le sue Lettere sull’autoformazione. La parte conclusiva del capitolo è dedicata al celibato, alla maturità affettiva e alla sessualità.

Nel quarto capitolo l’A. tratta del potere di tipo spirituale e gerarchico nella Chiesa, sottolineando la responsabilità e la credibilità fra manipolazione e clericalismo. «Come Gesù, i consacrati devono sapere che il proprio potere […] si fonda sulla consapevolezza di essere al servizio della Chiesa come popolo di Dio, senza desiderare di dominare sul gregge che gli è stato affidato» (p. 103). Un aspetto centrale del discorso sul potere è quello del ruolo del sacerdote, che è considerato «“un uomo di Dio”, che riveste un’autorità spirituale importante, specialmente agli occhi del fedele, anche del bambino […]; è un consigliere che non si può non seguire» (p. 106). I chierici che commettono abusi sessuali sui minori sfruttano questo potere nei confronti delle vittime per ottenere da loro obbedienza e fiducia.

Nella conclusione, l’A. mette di nuovo in evidenza la formazione umana dei chierici come elemento essenziale nella prevenzione degli abusi, e afferma che «il modello di “potere” da seguire è l’autorità di Cristo, che è tale anche perché ha avuto il coraggio di porre al centro i bambini e gli emarginati in una società come quella ebraica della sua epoca. […] È facile vedere allora come, nei casi di abuso sessuale nella Chiesa, il modello di potere seguito sia completamente opposto» (p. 130).