CREPE NEL SISTEMA

La frantumazione dell’economia globale

Recensioni - Filippo Cucuccio

19 marzo 2019

FABRIZIO SACCOMANNI
Crepe nel sistema. La frantumazione dell’economia globale
Bologna, il Mulino, 2018, 208, € 19,00.

La fotografia di un malessere diffuso nel sistema finanziario internazionale (le «crepe» cui si fa riferimento nel titolo) e la ricetta del possibile rimedio sono i due elementi caratteristici di questo libro, in cui le idee esposte sono frutto delle esperienze maturate dall’A. in un’attività professionale spesa nella Banca d’Italia, nelle istituzioni internazionali e nel Governo della Repubblica italiana.

Il libro si compone di due parti. Nella prima – «Crepe nel sistema» – vengono analizzate le strategie di gestione delle conseguenze della crisi sistemica di questo secolo sul versante delle istituzioni della cooperazione internazionale e dei principali attori della scena mondiale. Viene offerta un’interessante e stimolante lettura delle criticità che si sono manifestate in questo scorcio di secolo nelle tre aree geografiche economicamente e politicamente più rilevanti: Usa, Cina e Europa.

La seconda parte – «Segnali inascoltati» – è dedicata all’approfondimento di alcuni aspetti specifici, già affrontati dall’A. in altri contesti e opportunamente riadattati e aggiornati qui. Scorrono così pagine che spaziano dalla rivoluzione tecnologica di ultima generazione in campo finanziario (fintech) alla necessità di un’effettiva realizzazione dell’unione economica e monetaria europea, all’urgenza di una regolamentazione finanziaria finalmente completa in tutti i suoi aspetti e, infine, alla riconsiderazione della proposta italiana avanzata dal ministero dell’Economia e delle Finanze in tema di riforma della governance economica europea.

Il tutto ruota attorno a tre temi di fondo: il sistema monetario internazionale, la governance economica europea e le prossime sfide per i sistemi bancari. La lettura degli avvenimenti e delle sfide fa inoltre emergere i due rischi di maggiore importanza che si delineano nello scenario futuro: quello di un’inversione del ciclo economico e la vulnerabilità dei sistemi finanziari.

Dall’illustrazione di questi aspetti emergono le due linee di pensiero abbracciate alternativamente da quanti vi si dedicano professionalmente a diverso titolo: da un lato, l’idea che il sistema delle istituzioni internazionali abbia instaurato un regime in grado di resistere alle pressioni nazionalistiche e protezionistiche; dall’altro, l’idea che la crisi globale abbia provocato sconvolgimenti che non possono essere gestiti con gli strumenti tradizionali della politica economica e della diplomazia.

Secondo Saccomanni, che è favorevole alla prima di queste due linee di pensiero, la risposta preferenziale per fronteggiare tali rischi deve passare sia attraverso il coordinamento delle politiche macroeconomiche – da utilizzare in funzione anticiclica, affiancato da un ampio programma di investimenti in tecnologie innovative e infrastrutture, che vanno realizzate con il supporto di un efficace partenariato pubblico e privato –, sia attraverso il duplice cruciale rafforzamento del sistema multilaterale del commercio e della rete di sicurezza finanziaria.

I segnali che sembrano provenire dalle principali realtà politiche attuali consentono al lettore di valutare quanto sia ancora ampia la distanza da colmare con il sentiero virtuoso idealmente tracciato dall’A.