BUONGIORNO, PROFESSORE!

Recensioni - Gianna Forlizzi

10 aprile 2018

ANDREA MONDA
Buongiorno, professore!
Torino, Elledici, 2017, 216, € 9,90.

Andrea Monda, scrittore e saggista, laureato in Giurisprudenza e in Scienze religiose, è docente di religione presso un liceo romano. Questo libro riporta 34 lezioni realizzate per Tv2000. Le lezioni si dipanano a partire da una parola, dalla sua etimologia e spaziano nel campo semantico, in una dinamica argomentativa collettiva che si muove verso un finale che conferma la premessa.

Il registro comunicativo, pur veicolando argomenti teologici complessi – il bene, il male, la risurrezione, l’incarnazione, il dogma della Trinità, i comandamenti, la fede ecc. –, è intenso, tecnicamente preciso, ma adeguato al modo di pensare dei giovani. Le sollecitazioni incalzanti mantengono desta l’attenzione e invitano alla partecipazione e alla riflessione.

Questo percorso avanza attraverso parabole, narrazioni bibliche, patristiche o relative alla storia della Chiesa, e nella dinamica del libero svolgimento evolve verso diramazioni impreviste, supportato da un approccio interdisciplinare che integra le tematiche attraverso citazioni e trasposizioni letterarie, cinematografiche, storiche, artistiche e filosofiche che orientano gli alunni verso orizzonti culturali ulteriori e permettono di qualificare l’insegnamento della religione cattolica come uno spazio aperto di confronto delle esperienze dell’uomo.

Sono ore in cui traspare in filigrana una struttura che, pur delineandosi in modo spontaneo, è conforme alle indicazioni programmatiche finalizzate all’acquisizione delle competenze, mentre vi risalta un modello di docente che si pone come ponte culturale tra il passato e il presente, passando il testimone alle generazioni future.

Grazie anche alla specificità della sua materia d’insegnamento, l’A. persegue una strategia che trova il suo fondamento nella relazione. Difatti è la relazione il tramite che consente di veicolare contenuti originati da un racconto, che è la storia della Chiesa, una «storia di amici», «che si propaga nello spazio e nel tempo» in un rapporto di continuità che giunge fino a noi.

La relazione, tessuta attraverso una maieutica socratica che mira a risvegliare nell’alunno la capacità critica, comincia con l’«appello», che non solo assolve al compito di confermare una presenza – un dono per il professore –, ma è un invito a interagire, una chiamata a prendere consapevolezza di essere parte di un contesto in cui, grazie allo scambio interpersonale, si sperimentano le proprie capacità di indagine e comunicative, ci si interroga sulle grandi domande e soprattutto si intraprende un viaggio diretto al futuro.

Per l’A., l’ora di religione, la Cenerentola fra tutte le altre materie, è anche l’unica che, grazie alla sua facoltatività, «coglie precisamente quell’aspetto che costituisce il cuore di ciò che chiamiamo essere umano: la libertà» (p. 14).