59 OMELIE SUI SALMI (1-115)

Omelia sul Salmo 41 ai neofiti

Recensioni - Enrico Cattaneo

15 novembre 2018

GIROLAMO
59 Omelie sui Salmi (1-115). Omelia sul Salmo 41 ai neofiti
Roma, Città Nuova, 2018, 536, € 80,00.

Il libro dei Salmi è sempre stato uno dei testi più letti e commentati di tutta la Bibbia. Anche san Girolamo (347-419) ha voluto dedicare al Salterio una sessantina di omelie, più della metà delle quali sono riportate e tradotte in questo primo tomo. Ma sono veramente opera sua?

Tutto dipende da che cosa si intende per «autore». Certamente è Girolamo che ha redatto quei testi, ma, molti si sono chiesti, è tutto farina del suo sacco? C’è da dubitarne, senza con questo fare affronto all’autore. Era nell’antichità infatti abituale utilizzare scritti altrui senza citare la fonte. Del resto, Girolamo è considerato «il principe dei traduttori» (J. Gribomont), e il suo autore preferito era Origene.

Tuttavia, il concetto di «traduzione» era allora molto più elastico del nostro: si andava da versioni quasi letterali a traduzioni molto libere, con aggiunte attualizzanti e commenti personali. Nello scrivere queste sue omelie sui Salmi, Girolamo aveva certamente sotto gli occhi le omelie e i commenti di Origene, purtroppo andati in gran parte perduti. Solo di recente sono state scoperte e pubblicate alcune omelie, non in traduzione, ma nell’originale greco. Il curatore di questo volume ne tiene conto per stabilire possibili contatti con il testo di Girolamo (cfr p. 11). In definitiva, le omelie di Girolamo non possono essere considerate una semplice opera di traduzione, ma neanche un lavoro originale: sono «di un genere intermedio tra una traduzione propriamente detta e un’opera ispirata da un’altra» (H. Crouzel, in Sources Chrétiennes, n. 411, p. 14).

Ciò spiega come mai ci siano tratti che fanno pensare a un contesto omiletico difficilmente riscontrabile in Girolamo (si veda la menzione a volte della presenza di un sanctus presbyter), e altri tratti che si riferiscono a interventi personali (come le allusioni a poeti latini, o la menzione di eretici quali gli ariani e gli apollinaristi).

Più che vere e proprie omelie, questi sono tractatus, cioè una lectio cursiva del Salmo in questione, versetto dopo versetto. L’interpretazione si sofferma, dove è possibile, sul senso letterale, ma quasi sempre passa poi al senso morale o spirituale. È tipico della lettura patristica del Salterio esaltare i riferimenti cristologici, non solo nei Salmi cosiddetti «messianici», ma in tutti. Non mancano poi riferimenti alla Chiesa e ai sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia. Perciò, la lettura di un testo patristico come questo può essere ancora capace di nutrire la vita spirituale di molti, soprattutto di chi si accosta ogni giorno al libro dei Salmi.

Rassegna bibliografica 4042

Nel quaderno 4042 abbiamo recensito: 1) Girolamo, "59 Omelie sui Salmi (1-115). Omelia sul Salmo 41 ai neofiti"; 2) Giovanni Cesare Pagazzi, "La carne" e "Il garbo del Vincitore"; 3) Paul Hinder, "Un vescovo in Arabia. La mia esperienza con l’islam"; 4) Ashley R. Berner, "Non...