L’idea che spinse alla fondazione della rivista
Ispiratore della e primo direttore rivista fu il padre Carlo Maria Curci, ma a volerla fu soprattutto Papa Pio IX (in quel momento esule a Gaeta).
L’idea che spinse alla fondazione della rivista fu quella di difendere «la civiltà cattolica», come allora la si concepiva, minacciata dai nemici della Chiesa, in particolare dai liberali e dai massoni, che andavano ispirando molte linee portanti dell’Italia risorgimentale.
La nuova rivista, a cui collaboravano uomini di grande valore, come il padre Luigi Taparelli d’Azeglio (fratello di Massimo), il padre Antonio Bresciani, il padre Matteo Liberatore, ebbe subito un notevole successo.
Del primo fascicolo, stampato in 4.200 copie, si dovettero fare ben sette successive edizioni.
Dopo quattro anni la tiratura salì a 13.000 copie: numero notevole per l’epoca, tanto che il tipografo dovette acquistare in Inghilterra una «macchina celere» in sostituzione di quella per la stampa a mano.