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Quaderno N°3839 del 05/06/2010 - (Civ. Catt. II 423-528 )
Film in bibliografia
AGORA
Virgilio Fantuzzi S.I.

FILM

 

a cura di V. FANTUZZI

 

Agora (Spagna, 2009) Regista: ALEJANDRO AMENÁBAR. Interpreti principali: R. Weisz, M. Minghella, O. Isaac, A. Bahrom, M. Lonsdale, H. Ershadi.

Ipazia visse ad Alessandria d’Egitto in un momento storico che vide, tra IV e V secolo, una rapida evoluzione nei rapporti tra Chiesa e Impero. Il cristianesimo, non più perseguitato ma, anzi, apertamente favorito a partire da Costantino, era diventato con Teodosio, grazie all’editto del 380, religione ufficiale dell’Impero. I rapporti di forza si erano così invertiti soprattutto a partire dal 392, anno in cui il paganesimo venne di fatto proscritto. Secondo il regista ad Alessandria, in particolare, cominciò allora a montare una crescente ostilità nei confronti della religione pagana e di quella ebraica, ostilità che fu favorita e incrementata allorché divenne vescovo della città Cirillo, presentato come accanito avversario dei pagani e degli ebrei, oltre che degli eretici.

Ipazia era nata nel 370 circa. Scienziata e filosofa, si era formata alla scuola del padre, Teone. Fu profonda conoscitrice di matematica, astronomia e geometria. Pare che a lei si debba ricondurre l’invenzione di alcuni strumenti, quali l’astrolabio piatto, l’idroscopio, l’aerometro. Nei suoi scritti, purtroppo perduti, avrebbe commentato le opere di Diofanto, Apollonio di Perge, Claudio Tolomeo, Euclide. Fu indicata dai suoi contemporanei come terza grande caposcuola del platonismo dopo Platone e Plotino. Insegnò nella sua città e radunò attorno a sé un cenacolo scientifico-filosofico.

Queste doti, secondo Amenábar ampiamente riconosciute, procurarono a Ipazia, una sincera stima presso larga parte dei suoi concittadini non soltanto pagani, ma nel contempo fecero convergere su di lei l’attenzione preoccupata del vescovo Cirillo e l’odio di bande di fanatici. Il vescovo infatti, che mal tollerava il successo dell’insegnamento neoplatonico di Ipazia, sembra averla ritenuta responsabile della mancata riconciliazione con il prefetto Oreste, autorità con la quale era entrato in urto a causa di alcuni torbidi prodottisi nella città. Si sapeva che Oreste ascoltava volentieri i consigli di Ipazia.

Sta di fatto che, secondo il film, nella primavera del 415 una banda di monaci parabolani, guidati da un lettore di nome Pietro, assalì Ipazia mentre faceva ritorno a casa, la catturò, la colpì, trascinò il suo corpo in una chiesa chiamata Caesareum, e lì la sua carne venne fatta a pezzi con acute schegge di tegola. I resti vennero poi portati in un luogo chiamato Cinaron e bruciati. La scuola di Ipazia si disperse, e dei suoi alunni, non rimase memoria.

Le vicende che hanno contraddistinto la vita e, soprattutto, la morte di Ipazia hanno fatto sì che venisse eretta a simbolo di rivendicazioni di vario genere: libertà di pensiero, cultura laica contro oscurantismo religioso, femminismo ecc. Consegnata con questo ruolo alla letteratura, alla poesia e alle arti visive, ma anche nominata «patrona» di circoli scientifici, filosofici o genericamente culturali, viene fatta oggetto di continue «riletture» non sempre suffragate da una seria indagine storica.

La vicenda di Ipazia è evocata nel film Agora di Alejandro Amenábar, girato in Spagna con 50 milioni di euro: una specie di kolossal degli anni Cinquanta e Sessanta rivisitato con le odierne tecnologie digitali. Da un film di questo genere non ci si può aspettare una piena attendibilità sul piano della ricostruzione storica. Troppo romanzata e non poco involuta è la vicenda che si intreccia attorno alla protagonista, interpretata dalla bella Rachel Weisz, che ostenta un profilo da statua greca. Troppo netti i contrasti tra i «buoni» pagani e i «cattivi» cristiani. Troppo accesi i colori negli scontri tra le fazioni in lotta. Troppo «moderne» le teorie scientifiche sostenute da Ipazia, che anticipano Copernico, Galileo e Newton. Troppo scoperti i riferimenti «metastorici» a fatti che accadranno nei secoli successivi: inquisizione, caccia alle streghe, sterminio hitleriano degli ebrei, fino ai misfatti recenti dei talebani.

Una congerie di anacronismi che, al di là delle intenzioni, non aiuta a capire il presente confrontandolo con il passato, ma impedisce di collocare i fatti del passato in una prospettiva che ne favorisca la conoscenza e la renda utile per il presente.

© Civiltà Cattolica pag.527-528
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12/05/2012

Sabato 12 maggio, alle ore 15.00, nella nostra sede di Roma in via di Porta Pinciana 1, si terrà il

SEMINARIO CHESTERTON

in collaborazione con Associazione BombaCarta

Il seminario è una occasione di confronto e dialogo tra studiosi e appassionati dello scrittore inglese. La partecipazione è libera e aperta a tutti gli interessati.

Interverranno:

prof. Fabio Campionoti, docente

dott. Paolo Gulisano, critico letterario

dott.ssa Sabina Nicolini, critico letterario

dott. Paolo Pegoraro, critico letterario

prof. Dermot Quinn, professore presso la Seton Hall University (New Jersey)

prof. Edoardo Rialti, docente presso Olswa University (Ontario)

Modera: prof. Andrea Monda, presidente Associazione BombaCarta

Alle ore 18,00, seguirà la tavola rotonda sul tema:

G. K. CHESTERTON

COME ESSERE UN «UOMO VIVO»

Interverranno:

P. Ian Boyd C.B.S., presidente del Chesterton Institute Chesterton giornalista

dott.ssa Annalisa Teggi, traduttrice di Chesterton, Chesterton poeta

dott. Ubaldo Casotto, giornalista, Chesterton saggista

prof. Fabio Canessa, docente e critico letterario, Chesterton «uomo vivo»

Modera: P. Antonio Spadaro S.I., direttore de La Civiltà Cattolica

Saranno presenti la Società Chestertoniana Italiana, esperti, e i principali editori delle opere di Chesterton in italiano




24/01/2012

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