«UN PADRE, UNA FIGLIA», UN FILM DI CRISTIAN MUNGIU

Quaderno 4002

pag. 619 - 622

Anno 2017

Volume I

ABSTRACT — Con i suoi film precedenti (Quattro mesi, tre settimane, due giorni; Oltre le colline) il regista Cristian Mungiu ha dimostrato di essere interessato in primo luogo ai problemi di coscienza.

Qui presenta la storia del medico Romeo e della moglie Magda, che vivono in una piccola città della Transilvania con la figlia Eliza. Eliza ha ottenuto una borsa di studio per frequentare una facoltà di psicologia in Gran Bretagna: l’idea che, al compimento dei 18 anni di età, potrà lasciare la Romania per andare a studiare all’estero è il sogno con cui il padre ha cresciuto la figlia. Per farlo divenire realtà le resta solo da superare l’esame di maturità, una semplice formalità per una studentessa modello come lei. Ma è attorno a quell’esame che si aggrovigliano tutti i fili sottesi alla vita tutt’altro che lineare del medico.

Per poter usufruire della borsa di studio, Eliza ha infatti bisogno di ottenere la media del nove. Il giorno prima degli esami scritti, la giovane subisce un’aggressione che mette a rischio la sua possibilità di conseguire il risultato necessario per poter partire. Romeo viene a trovarsi in una situazione delicata.

Entrambi i coniugi avevano creduto che, con il cambio di regime in Romania, si sarebbero aperte nuove vie per lo sviluppo democratico del Paese. Purtroppo, si trovano a constatare che agli inconvenienti di un tempo ne sono subentrati di nuovi: la piaga della corruzione dilaga nella società. Romeo, che vive queste contraddizioni sulla sua pelle, si trova a dover fare i conti con la propria incoerenza personale proprio in occasione dell’esame della figlia, che lui vorrebbe aiutare, trasgredendo nei fatti le regole che, come padre, le ha sempre insegnato a osservare. Intanto, il suo matrimonio va a rotoli.

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