«SANGUE DEL MIO SANGUE», UN FILM DI MARCO BELLOCCHIO

Quaderno 3970

pag. 328

Anno 2015

Volume IV

In questo film vediamo come Bellocchio si pone di fronte a una società malata, la osserva, cerca di capirla, di metterle davanti agli occhi uno specchio nel quale possa riconoscersi, con le sue debolezze, le sue incoerenze, le mezze misure e i compromessi che le tarpano le ali e le impediscono di volare alto, verso ciò che è nobile e bello. Impresa ardua soprattutto per chi si muove nel campo del cinema, arte costosa, che solo in casi eccezionali consente a chi la esercita di essere pienamente se stesso. Un’attività di questo genere, condotta nel corso di una vita intera, richiede la forza del lottatore, che è tipica del soldato, unita a una capacità di dedizione che corrisponde a quella del sacerdote. 

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