foto: Vita/Lega del Filo d'oro

SABINA SANTILLI E LA «LEGA DEL FILO D’ORO»

Quaderno 4019

pag. 486 - 491

Anno 2017

Volume IV

2 dicembre 2017

ABSTRACT – Il 29 maggio 1917 nasceva Sabina Santilli, la fondatrice della «Lega del Filo d’Oro», un’associazione costituita per assistere, riabilitare e reinserire le persone sordocieche. Nata in una famiglia con sette figli, a San Benedetto dei Marsi, paese in provincia dell’Aquila, Sabina diventa sordocieca a soli 7 anni, a causa di una meningite improvvisa. Era il Venerdì santo del 1924. La soluzione sociale di allora era quella di tenere queste persone in casa «nel silenzio e nell’ombra» – affermerà nelle sue memorie Sabina –, oppure in un manicomio. Tuttavia i genitori di Sabina sono i primi ad avere speranza: la portano a Roma su un carretto e le permettono di iniziare una riabilitazione. Così, quando Sabina ha dieci anni, Augusto Romagnoli la accoglie nel suo neonato istituto per ciechi e le cambia la vita. Sabina sarà la sua prima allieva a imparare a «vedere con le dita» e a comunicare attraverso vie non convenzionali. Impara sei lingue, e dalla sua esperienza nasce la convinzione che nessuno è in condizioni tali da non meritare una riabilitazione che realizzi i desideri e le piccole autonomie su cui è possibile ricostruire un’esistenza dignitosa. Sabina scrive in un suo diario: «La vita è bella in ogni circostanza, sia nel bene che nel male e noi tutti dobbiamo amarla». Nella sua missione è aiutata da don Dino Marabini, un giovane sacerdote originario di Osimo (An), paese della campagna marchigiana. La «Lega del Filo d’Oro» nasce poi ufficialmente il 20 gennaio 1964 e oggi presente in otto regioni con cinque Centri residenziali per supportare il più possibile a domicilio, in sinergia con i servizi territoriali, le persone sordocieche e le loro famiglie. Per la sua testimonianza e la sua opera, nel 1987 papa Giovanni Paolo II ha conferito a Sabina Santilli la Croce pro Ecclesia et Pontifice, lo stesso distintivo d’onore attribuito anche a santa Teresa di Calcutta.

In tutta questa storia quindi c’è un «però». In Italia i sordociechi sono 189.000, pari allo 0,3% della popolazione. Di questi, ben 108.000 vivono confinati in casa, non essendo in grado di provvedere autonomamente a se stessi, a causa anche di altre disabilità presenti. Ma è solo da poco che la legge italiana riconosce la sordocecità come disabilità specifica (ossia non come somma di disabilità). Tuttavia, in molti territori, non esistono servizi specifici paragonabili a quelli della «Lega del Filo d’Oro». E molte Asl non sempre autorizzano le famiglie ad andare a Osimo, città dove nel 1967 è sorto il primo Centro di riabilitazione della «Lega del Filo d’Oro». Pertanto, molte famiglie si sono trasferite nelle Marche per avere questa opportunità, che altrimenti sarebbe stata negata ai loro figli.

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SABINA SANTILLI AND THE «LEGA DEL FILO D’ORO»

On May 29, 1917, Sabina Santilli, the founder of the «Lega del Filo d’Oro» (Gold Wire League), an association founded in 1964 to assist, rehabilitate and reinstate deaf and blind people, was founded. For her testimony and her work, in 1987 Pope John Paul II conferred on her the Cross pro Ecclesia et Pontifice, the same honourable distinction attributed to St. Teresa of Calcutta. The «Lega del Filo d’Oro» is present today in eight regions with five residential Centres to support, in synergy with local services, deaf people and their families at home as much as possible.

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